(Adnkronos) – “La tecnologia è importante per una persona che non vede quanto l’aria che respiriamo, perché senza la tecnologia non si può vivere: vorrebbe dire chiudersi in una stanza e non fare assolutamente nulla”. Sono le parole di Paula Morandi, presidente di International Mito Patients (Imp), la federazione internazionale di pazienti mitocondriali, in occasione della presentazione del docufilm “Vite in campo”. L’opera, prodotta da Telomero Produzioni con il contributo non condizionante di Chiesi Italia, è stata presentata al Festival del Cinema di Roma. “Io ho perso la vista 34 anni fa e i primi passi con la tecnologia li ho fatti con l’email e con uno dei primi computer con la sintesi vocale. Mi hanno dato la possibilità di continuare a essere presidente di un’associazione culturale che non faceva nulla per la vista, ma faceva qualcosa per gli altri. Senza la possibilità di comunicare con l’esterno non avrei mai potuto farlo”, ha spiegato Morandi.
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