“Formare” il futuro, mismatch e “nuovi mercati”, a Roma il primo appuntamento
Roma, 22 ottobre 2026 – Ha preso il via “Cantiere Italia. Costruiamo la cultura del lavoro”, il nuovo think tank di LAB, il Centro Studi UGL. L’iniziativa nasce da una sinergia tra UGL e i movimenti giovanili politici, Gioventù Nazionale, Forza Italia Giovani e Lega Giovani. I prossimi incontri si terranno, a Roma, giovedì 29 ottobre e giovedì 5 novembre. L’obiettivo è quello di dibattere con i giovani sul mondo del lavoro e di creare una rete tra chi fa politica nel presente e chi domani entrerà nel mondo del lavoro e potrà essere classe dirigente preparata e pronta ad affrontare le sfide del futuro.
Federico Mollicone, Presidente Commissione Cultura Camera dei Deputati (FdI), ha osservato: “La domanda di offerta di competenze rappresenta una priorità strategica per il sistema economico nazionale. Il rapido sviluppo dei nuovi mercati e la transizione verso l’economia digitale richiedono una profonda revisione delle filiere formative. Non possiamo consentire che la crescita aziendale sia frenata dalla carenza di profili professionali e di competenze tecniche aggiornate. Sostenere l’orientamento, la formazione continua e l’aggiornamento di competenze significa rafforzare la competitività del nostro tessuto produttivo. I settori della cultura, dell’audiovisivo, dell’innovazione e dei servizi sono i motori per la creazione di nuova occupazione qualificata. L’integrazione tra politica industriale, sistema universitario, istituti tecnici e il mondo del lavoro è poi la chiave per intercettare i cambiamenti in atto. Costruire una moderna cultura di lavoro significa investire sul capitale umano e sul merito”.
Per Maurizio Gasparri, Presidente Commissione Esteri e Difesa del Senato della Repubblica (FI): “È fondamentale lasciare alle persone la libertà di scegliere il proprio percorso, valutando le opportunità e le prospettive offerte dai diversi settori professionali. La formazione professionale deve essere rafforzata, creando un raccordo più efficace tra il mondo dell’istruzione e le esigenze del sistema produttivo. L’intelligenza artificiale e gli strumenti tecnologici costituiscono delle risorse importanti, ma non devono indurci a rinunciare al pensiero critico e all’iniziativa personale. Restano fondamentali la passione, la capacità di interpretare i cambiamenti sociali ed economici e la volontà di aggiornarsi costantemente. Informarsi è essenziale e, se utilizzata con consapevolezza, anche la rete può essere uno strumento prezioso per conoscere la realtà e orientare le proprie scelte”.
Secondo Paolo Giuntarelli, Direttore Regionale Affari della Presidenza, Turismo, Cinema, Audiovisivo e Sport: “La capacità di far incontrare domanda e offerta di lavoro è decisiva per sviluppare competenze e accrescere la professionalità del capitale umano. In questa direzione, la Regione Lazio mette in campo interventi mirati per rispondere alle esigenze del territorio, puntando sulla formazione professionale. Turismo e cinema sono due asset strategici per il Lazio. Nel turismo, è necessario investire in competenze qualificate e in costante aggiornamento, anche per superare le criticità legate alla stabilità occupazionale. La Regione promuove il territorio attraverso iniziative sui social media, rafforzandone la visibilità e l’attrattività. Il cinema costituisce un’eccellenza per il Lazio, che investe a sostegno delle case di produzione e promuove progetti formativi dedicati”.
Il Prof. Francesco Carlesi, Docente di Storia Contemporanea e Storia delle Relazioni Internazionali, Università San Domenico, ha sottolineato: “Non dobbiamo lasciarci fagocitare dagli algoritmi, ma preservare la dimensione umanistica del sapere. Anche nello sviluppo dell’intelligenza artificiale resta centrale una componente umana. Persino le grandi multinazionali operano all’interno di indirizzi e decisioni politiche, sebbene con modalità differenti. È quindi fondamentale non perdere di vista il ruolo della responsabilità e della scelta umana. La storia ci aiuta a comprendere la nostra collocazione nel mondo, a leggere il confronto tra gli Stati. Senza una memoria e una coscienza storica rischiamo di perdere il senso del nostro agire e del nostro posto nella società. È necessario recuperare la giusta concezione del lavoro, come dovere e responsabilità sociale, un principio che trova un fondamento importante nella nostra Costituzione”.
Per il Prof. Rosario Faraci, Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese, Università degli Studi di Catania: “Quando i giovani si affacciano al mondo del lavoro incontrano numerose difficoltà. Le imprese spesso esitano ad assumere candidati senza esperienza o con una formazione non adeguata, altre volte sono gli stessi giovani che rinunciano alle opportunità che non rispondono alle loro aspettative. Bisogna tenere presente che il mercato del lavoro presenta diverse asimmetrie e si articola in tre dimensioni: fabbisogni occupazionali, talenti e competenze specializzate. Per favorire l’incontro tra domanda e offerta è necessario che le aziende conoscano le aspirazioni dei candidati e valorizzino con un adeguato stipendio le loro capacità. In questo contesto, anche l’equilibrio tra vita professionale e personale, il work-life balance, assume un ruolo centrale”.
Armando Siri, Direttore Scuola di Formazione Politica della Lega, ha dichiarato: “La nostra società corre a una velocità sempre maggiore. Dobbiamo, però, chiederci se ciò che stiamo facendo sia ancora utile e se siamo in grado di rispondere alle nuove esigenze. L’intelligenza artificiale avrà un impatto profondo sul mondo del lavoro, trasformando tante professioni. In questo scenario si inserisce un vuoto antropologico. Le istituzioni faticano a rispondere a queste trasformazioni, come dimostra anche il dibattito sulla regolamentazione dei social network. I giovani vivono una fase di fragilità, segnata dalla mancanza di punti di riferimento e di stimoli. Anche fenomeni di violenza, come quelli di Milano, devono spingerci a riflettere sul bisogno di identità e riconoscimento”.
Il Segretario Generale dell’UGL Francesco Paolo Capone, ha affermato: “La cultura non è un fenomeno univoco e omologabile, né può essere trasmessa a tutti nello stesso modo. Bisogna comprenderne le molteplici declinazioni, a partire dalla cultura del lavoro e dal significato che assume nella società attuale. Rispetto al passato, oggi i cambiamenti sono più rapidi e richiedono adattamento. È possibile iniziare la propria carriera in un settore e arrivare alla pensione svolgendo un mestiere completamente diverso. Per questo occorre investire nelle proprie competenze, imparare a governare il cambiamento e non limitarsi a subirlo. È quindi importante avviare un ‘cantiere per l’Italia’, per costruire un futuro migliore per le nuove generazioni. Al nostro Paese servono persone consapevoli dell’importanza della cultura del lavoro e della capacità di aggiornarsi, per affrontare le trasformazioni economiche e sociali del nostro tempo”.

