Lo studio Saffron, presentato a Esmo 2026, “apre nuove prospettive per alcuni pazienti con tumore del polmone caratterizzato da una mutazione del gene Egfr”, che può favorire la crescita delle cellule tumorali. “Lo studio ha coinvolto pazienti in cui la malattia era progredita nonostante il trattamento con osimertinib. L’aggiunta di savolitinib, farmaco che agisce contro Met” – un altro gene che, quando è particolarmente attivo, può favorire la resistenza alle terapie – “ha migliorato sia il tempo senza progressione della malattia sia la sopravvivenza. I risultati sottolineano l’importanza di analizzare nuovamente le caratteristiche biologiche del tumore quando la malattia progredisce, per scegliere il trattamento più adatto”. Lo ha detto all’Adnkronos Salute Federico Cappuzzo, direttore dell’ Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) Roma all’Esmo di Madrid.
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