Al Forum Internazionale Italia-Cina 2026 il presidente dell’Istituto Italiano OBOR invita a puntare su produzioni, lavoro qualificato e trasferimento tecnologico. La ZES Unica può favorire l’attrazione dei capitali, ma serve una strategia. In preparazione una delegazione italiana più ampia per la CIFTIS 2027 di Pechino.
Preparare i territori prima di presentarli agli investitori. Conoscere le imprese con cui si vuole dialogare, comprenderne le esigenze e costruire proposte capaci di trasformarsi in attività produttive. È il metodo indicato da Michele De Gasperis, presidente dell’Istituto Italiano OBOR, intervenuto questa mattina al Forum Internazionale Italia-Cina 2026, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica.
Al centro del suo contributo, una domanda concreta: quali investimenti vuole attrarre l’Italia e come intende conquistarli?
«La ZES Unica è certamente uno strumento interessante per attrarre investimenti, ma da sola non è sufficiente. Dobbiamo evitare che i nostri territori diventino semplicemente centri logistici e distributivi di prodotti e tecnologie sviluppati altrove».
Il richiamo riguarda la qualità dello sviluppo. Per De Gasperis, l’arrivo di capitali deve tradursi in attività produttive, occupazione qualificata e trasferimento tecnologico, contribuendo anche agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030. È su questi risultati che va costruita la proposta italiana agli interlocutori cinesi.
Il Forum, organizzato da Bianco Consulting, guidata da Angelica Bianco, su iniziativa del senatore Antonio Salvatore Trevisi, ha riunito rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo economico e imprenditoriale italiano e cinese e rappresentanti di UNIDO ITPO Pechino. Un confronto dedicato alle opportunità di investimento e cooperazione industriale fra i due Paesi, nel quale De Gasperis ha posto l’accento soprattutto sulla preparazione del lavoro commerciale.
La Cina, ha osservato, è un mercato profondamente diversificato. Province, città e imprese esprimono caratteristiche ed esigenze differenti. Per questo, una proposta efficace richiede conoscenza degli interlocutori, selezione delle opportunità e capacità di presentare progetti adeguati.
«L’attrazione degli investimenti è una competizione internazionale. Bisogna proporsi», sostiene il presidente dell’Istituto Italiano OBOR.
Un invito a superare l’attesa e a dare alle iniziative di rappresentanza istituzionale una preparazione commerciale coerente con gli obiettivi. La presenza a un incontro internazionale acquista utilità quando alle relazioni si accompagnano proposte e interlocutori individuati con precisione.
Questa impostazione guida anche il lavoro dell’Istituto sulla CIFTIS, China International Fair for Trade in Services di Pechino, una delle principali manifestazioni cinesi dedicate al commercio internazionale dei servizi.
Dopo la partecipazione dello scorso settembre e la sottoscrizione di un accordo triennale di collaborazione con gli organizzatori, l’Istituto sta preparando una delegazione italiana più ampia per l’edizione 2027.
L’obiettivo è coinvolgere imprese, territori e istituzioni in un percorso preparatorio: individuare opportunità industriali, selezionare gli interlocutori cinesi e organizzare incontri mirati prima dell’arrivo a Pechino. La costruzione della missione diventa così parte essenziale del suo possibile risultato.
In questa prospettiva, l’Istituto Italiano OBOR sta lavorando a un primo appuntamento per presentare il programma di avvicinamento allCIFTIS 2027. La sede e i dettagli dell’iniziativa saranno comunicati successivamente.
Il messaggio affidato da De Gasperis al Forum restituisce ai territori una responsabilità diretta: preparare la propria offerta e portarla dove possono nascere nuove collaborazioni. «Se vogliamo attrarre investimenti, dobbiamo anche imparare ad andare a cercarli».

