“Dobbiamo ricordarci una cosa fondamentale: anche se oggi i dati mostrano un comparto agricolo in difficoltà, la Politica agricola comune (PAC) ha avuto un ruolo storico nella costruzione dell’Europa. È stata una delle basi fondanti dell’integrazione comunitaria”, dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro. “Il vero problema – prosegue Tiso – è che nel tempo le politiche non si sono evolute di pari passo con i cambiamenti del settore primario. In Italia, ad esempio, assistiamo da anni a una progressiva riduzione sia delle superfici coltivabili sia del numero di aziende agricole. È evidente che l’attuale impostazione della PAC non è più sufficiente”. Secondo Confeuro, l’Unione europea si trova oggi di fronte a un bivio decisivo: “O si riscatta, proponendo un bilancio pluriennale e una PAC che rimettano realmente al centro l’agricoltura come elemento strategico e identitario dell’UE, oppure si arrende allo status quo, abbandonando il settore primario alle dinamiche del mercato internazionale e alle guerre tariffarie”, avverte Tiso. La partita, avverte Confeuro, si gioca ora: “Le decisioni sul bilancio pluriennale – che ricordiamo coprirà fino al 2034 – devono essere prese subito. Nel 2034 ci troveremo davanti a un mondo profondamente diverso: ignorare oggi questa trasformazione significherebbe compromettere il futuro dell’agricoltura europea e la sua capacità di garantire sicurezza alimentare, tutela del territorio e coesione sociale”.
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