“Oggi abbiamo delle aziende che sono in grande difficoltà, per questa ragione abbiamo proposto una misura come il ‘Salva Impresa’ focalizzato su tre aspetti: il primo è la riforma completa della Cassa integrazione da passiva ad attiva, bloccando il costo dei contributi. Secondo punto molto importante: un fondo rotativo di accesso al credito. Il terzo punto più importante è un sostegno economico per l’imprenditore che non ce la fa, un’indennità di rischio imprenditoriale di due anni per l’imprenditore e la sua famiglia, come avviene con la NASpI per i lavoratori rimasti senza occupazione”. Lo ha dichiarato Roberto Capobianco, Presidente di Conflavoro, rieletto alla presidenza per un nuovo mandato quinquennale, durante la XV Assemblea Nazionale di Conflavoro, intervenuto a Rai News 24. Conflavoro, con 90mila aziende associate, da quindici anni rappresenta la principale associazione datoriale che tutela e promuove gli interessi delle piccole e medie imprese italiane. “I dati del Centro Studi Conflavoro – ha continuato Capobianco – mostrano che il sistema attuale non è più sostenibile. Serve una riforma coraggiosa che renda la cassa integrazione uno strumento attivo e restituisca centralità a chi produce e crea lavoro. Con il Salva Impresa – ha concluso – vogliamo restituire dignità, fiducia e futuro a chi ogni giorno rischia in prima persona per tenere viva l’economia reale”.
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