Roma – La chiusura del ponte di Porta Furba, conseguenza di gravi problemi strutturali, sommata alla perdurante interdizione di via degli Angeli, sta di fatto isolando il quartiere di Torpignattara, trasformando una criticità infrastrutturale in una vera emergenza urbana e sociale. Un’intera area della città rischia di essere tagliata fuori, con pesanti ricadute sulla vita quotidiana di migliaia di residenti e sull’economia di prossimità.
Il Segretario di Forza Italia del V Municipio, Michel Emi Maritato, e la Capogruppo di Forza Italia in Assemblea Capitolina, Rachele Mussolini,con il delegato municipale Alessio Grossi,puntano il dito contro le gravi inadempienze del Comune di Roma, la cui assenza di programmazione e di comunicazione ha prodotto effetti a cascata anche sul Municipio V. Secondo gli esponenti azzurri, non si è trattato di un evento improvviso e imprevedibile, bensì dell’esito di una gestione approssimativa e priva di una visione strutturata della manutenzione e della sicurezza urbana.
«Non siamo più di fronte a semplici disagi temporanei – affermano Maritato e Mussolini – ma a una situazione di isolamento che rischia di trasformarsi in ghettizzazione. Famiglie, anziani, lavoratori e commercianti stanno pagando un prezzo altissimo, mentre le istituzioni competenti non forniscono risposte chiare né tempi certi sugli interventi». La chiusura simultanea delle principali arterie viarie come Via degli Angeli e via di Porta Furba ha infatti reso complessi gli spostamenti, penalizzato il trasporto pubblico e messo in difficoltà anche i servizi essenziali.
A destare particolare preoccupazione è l’impatto sulle attività economiche del quartiere, già provate da anni difficili. L’assenza di soluzioni alternative efficaci e di misure di sostegno rischia di compromettere definitivamente il tessuto commerciale di Torpignattara, con conseguenze sociali che potrebbero rivelarsi irreversibili. «Un quartiere vivo non può essere abbandonato al silenzio dei cantieri e all’inerzia amministrativa», sottolineano.
Forza Italia chiede un immediato cambio di passo, con la pubblicazione di un cronoprogramma serio e vincolante dei lavori, l’attivazione di un confronto reale con cittadini e operatori economici e l’assunzione di responsabilità politiche chiare da parte del Comune di Roma e, per quanto di competenza, del Municipio V. «Roma non può permettersi di lasciare interi quartieri ostaggio dei ritardi e delle omissioni – concludono Maritato e Mussolini –. Continueremo a vigilare e a denunciare ogni inefficienza, perché la sicurezza e la dignità dei territori non sono negoziabili».

