La Predisente a Mariastella Giorlandino, la Vicepresidente UAP, Elisa Interlandi ed il segretario Aldo Allegretti desiderano esprimere un sentito e doveroso ringraziamento al gruppo di lavoro costruito insieme a Claudia Sangirardi, che ha seguito con competenza, determinazione e straordinario senso di responsabilità un percorso complesso e particolarmente arduo: garantire una proroga alle strutture di laboratorio per consentire l’aggregazione necessaria al superamento della soglia delle 200mila prestazioni.

Un risultato reso possibile anche grazie all’inserimento dell’emendamento nel provvedimento cosiddetto Decreto Milleproroghe poi condiviso anche dal Ministero, strumento normativo fondamentale che ha consentito di dare respiro alle strutture accreditate, evitando effetti immediatamente penalizzanti e potenzialmente irreversibili.
Si è trattato di un’impresa tutt’altro che semplice, resa possibile dall’impegno corale di professionisti che hanno scelto di difendere la dignità e la sopravvivenza delle realtà territoriali. Le strutture di laboratorio rappresentano un presidio essenziale di prossimità, protagoniste assolute del territorio, troppo spesso discriminate dalle istituzioni perché colpevoli soltanto di aver lavorato esclusivamente per il bene del cittadino, senza piegarsi a logiche di concentrazione o a dinamiche totalitarie.
Un ringraziamento particolare va all’Onorevole De Palma, che ha avuto la sensibilità e il coraggio di farsi carico di una vera emergenza, comprendendo la portata sociale e sanitaria della questione. Gratitudine anche a tutti i rappresentanti politici che hanno recepito l’importanza della nostra esistenza e il valore imprescindibile della rete territoriale.
Questa proroga rappresenta un passaggio fondamentale affinché tutte le Regioni possano dotarsi di una normativa equilibrata e realmente tutelante per le strutture accreditate, garantendo pluralismo, equità e continuità assistenziale.
Fino ad oggi abbiamo assistito a un progressivo smantellamento della diagnostica di laboratorio, con il rischio concreto di favorire la concentrazione dell’accreditamento e del relativo capitale sociale nelle mani di pochi soggetti dominanti. Un modello che non tutela né i professionisti né i cittadini.
Continueremo a vigilare e a lavorare con fermezza affinché il sistema sanitario territoriale resti fondato sulla qualità, sulla capillarità e sulla libertà professionale, valori che da sempre guidano il nostro operato.

