La Metromare prova lentamente a rialzare la testa. Ma la sufficienza resta ancora lontana. Dopo mesi – anzi anni – segnati da disservizi, corse cancellate e polemiche quotidiane, aprile mostra qualche timido segnale di miglioramento. Gli ultimi del monitoraggio del comitato utenti Roma-Lido parlano infatti di soppressioni quasi azzerate e di una lieve diminuzione dei ritardi rispetto ai mesi precedenti. Un’inversione di tendenza che però non basta a cambiare il giudizio complessivo su una linea ferroviaria che continua a vivere in condizioni di forte precarietà.
Nel mese di aprile le corse effettuate sono state 3.347, con appena 7 soppressioni totali, pari allo 0,2%. Un dato certamente migliore rispetto al passato recente. Anche le soppressioni parziali risultano praticamente scomparse. Sul fronte della puntualità, i treni partiti in ritardo sono stati 332, cioè il 9,9% del totale. Ma considerando anche le corse straordinarie non effettuate, la percentuale complessiva di disservizi sale fino al 15,6%.
Il problema, infatti, non è più soltanto quello dei convogli. Cotral dispone oggi di undici treni rientrati dalla manutenzione, anche se alcuni continuano a manifestare guasti e blocchi improvvisi. Il vero nodo resta invece il personale. Mancano macchinisti ed equipaggi sufficienti per aumentare le frequenze e riportare la linea a standard accettabili. Così, nonostante i proclami aziendali, la Metromare continua a viaggiare con corse ogni venti minuti, ben lontane dai dieci annunciati più volte dalla stessa Cotral. Ed è proprio questo il punto che alimenta le critiche dei pendolari e dei comitati.
La linea sembra essersi stabilizzata su un livello minimo di sopravvivenza, senza però alcun vero salto di qualità. Oggi le corse giornaliere sono 96 nei feriali, 112 il sabato e 102 la domenica, più alcune corse extra. Numeri che impallidiscono se confrontati con quelli dell’epoca Atac, quando sulla Roma-Lido si arrivava a 178 corse al giorno. In pratica, secondo il monitoraggio, il servizio attuale vale circa il 60% di quello garantito fino al 2022.
Non convince neppure la gestione delle corse straordinarie. Ad aprile ne sono state effettuate 386, ma ben 184 risultano non partite e quindi di fatto soppresse. Inoltre, molte delle corse aggiuntive vengono concentrate nelle fasce meno frequentate e non negli orari di punta, dove invece i pendolari continuano a viaggiare su banchine affollate e treni insufficienti.
La sensazione, denunciata da tempo dai comitati, è che il servizio venga mantenuto volutamente su frequenze basse per evitare penali contrattuali legate ai guasti e alle soppressioni. Un equilibrio fragile che consente di mostrare dati formalmente migliori, ma che non restituisce ancora ai cittadini una ferrovia metropolitana moderna ed efficiente. Per ora, dunque, la Metromare si muove. Ma continua a farlo troppo lentamente per una città che da anni aspetta il rilancio definitivo del collegamento tra Roma e il litorale.

