Stanno in flaconi di pochi millilitri, si comprano anche online e si vendono come aromi per ambienti riservati ai maggiorenni. Dei popper si discute spesso per quello che sono, molto meno per come vanno tenuti in casa. Eppure le schede tecniche delle sostanze che contengono, i nitriti alchilici, sono precise: parlano di liquidi facilmente infiammabili, che si alterano con la luce, l’aria e il calore e che non devono finire nelle mani sbagliate.
La famiglia ha un’origine medica. Il capostipite, il nitrito di amile, venne proposto nel 1867 da Thomas Lauder Brunton, sulle pagine della rivista The Lancet, contro gli attacchi di angina pectoris: un impiego che l’Istituto superiore di sanità colloca ormai nel passato. Da allora sono cambiate le molecole in commercio e il modo di venderle, ma non la chimica. Ed è dalla chimica che conviene partire.
Infiammabile già a 3 gradi
Il regolamento europeo sulla classificazione delle sostanze chimiche, noto come Clp, colloca il nitrito di amile e il nitrito di pentile tra i liquidi infiammabili di categoria 2, la stessa dell’alcol etilico e dell’acetone. In etichetta questo si traduce nel pittogramma della fiamma, nella parola «Pericolo» e nella frase «liquido e vapori facilmente infiammabili».
La scheda internazionale di sicurezza chimica del nitrito di isoamile, redatta da esperti per conto dell’Organizzazione internazionale del lavoro e dell’Organizzazione mondiale della sanità, indica un punto di infiammabilità di 3 gradi: già a quella temperatura il liquido libera vapori capaci di accendersi a contatto con una fiamma o una scintilla. Quei vapori sono più pesanti dell’aria, possono spostarsi raso terra e provocare un incendio anche a distanza dal flacone.
La regola pratica discende da qui, ed è la stessa che vale per un solvente: niente sigarette, candele, fornelli o accendini nelle vicinanze, e nessun flacone appoggiato su termosifoni, stufe o superfici calde.
Auto al sole, luce e aria: cosa altera il liquido
La stessa scheda raccomanda di conservare la sostanza al fresco e ben chiusa, e avverte che il riscaldamento può far salire la pressione dentro il contenitore, con il rischio che scoppi. Per questo un’auto lasciata sotto il sole, scena abituale d’estate sul litorale, è uno dei posti meno adatti dove dimenticarlo. Secondo uno studio uscito nel 2005 sulla rivista Pediatrics, in una giornata serena l’abitacolo di una berlina scura chiusa guadagna in media circa 22 gradi in un’ora, per l’80 per cento nei primi trenta minuti: anche con 22 gradi all’esterno, all’interno si è arrivati a 47. Lasciare i finestrini aperti di qualche centimetro non ha rallentato il riscaldamento. Il bagagliaio, insomma, non va bene nemmeno per il tempo di una commissione.
Poi ci sono luce e aria. Il Merck Index, riferimento classico della chimica, descrive il nitrito di isoamile come instabile e soggetto a decomposizione se esposto all’aria e alla luce, e il Remington, storico manuale di scienze farmaceutiche, aggiunge che l’umidità accelera il processo. Svitare il tappo significa lasciar entrare aria e umidità: sono queste, insieme alla temperatura, a decidere quanto a lungo il liquido resta integro. Il posto giusto, quindi, è fresco e buio, con la chiusura sempre serrata.
Conta anche il materiale del contenitore. Il vetro chiaro lascia filtrare la luce, il metallo no: nei negozi specializzati si trovano popper in bottigliette di vetro e di metallo, e quelle opache tengono il contenuto al buio anche fuori da un armadio.
Lontano da bambini e alimenti
Il regolamento Clp classifica il nitrito di amile e quello di pentile anche come nocivi se ingeriti o inalati, e la scheda internazionale precisa che la sostanza può essere assorbita attraverso la pelle; in caso di contatto con gli occhi indica di sciacquare con abbondante acqua e di rivolgersi a un medico. Vale quindi la regola che l’Istituto superiore di sanità ricorda per i preparati che contengono sostanze pericolose: mai in contenitori anonimi e senza etichetta, sempre lontano dalla portata dei bambini e dagli alimenti.
Se qualcosa va storto, i centri antiveleni offrono consulenza telefonica gratuita 24 ore su 24; a Roma sono tre, al Policlinico Gemelli, al Policlinico Umberto I e all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. L’Istituto raccomanda di avere con sé l’etichetta del prodotto.
Anche lo smaltimento ha le sue regole. La scheda internazionale indica di non disperdere la sostanza in fognatura: il liquido avanzato, quindi, non va versato nel lavandino. Per il flacone, un decreto del ministero dell’Ambiente del 2026 elenca fra i rifiuti che le famiglie possono portare ai centri di raccolta comunali anche i contenitori con residui di sostanze pericolose; quale centro li riceva, conviene chiederlo al proprio comune.
L’avvertenza scritta nei bugiardini
L’avvertenza più seria sta nei foglietti dei farmaci. Il foglio illustrativo del Viagra, pubblicato dall’Agenzia europea per i medicinali, cita espressamente il nitrito di amile, con la parola «poppers» tra virgolette, e avverte che l’associazione con il sildenafil «può anche indurre un pericoloso calo della pressione del sangue». Nel documento destinato ai medici l’uso combinato è controindicato, con una spiegazione: il sildenafil accentua il calo di pressione provocato dai nitrati, e il nitrito di amile figura tra i «donatori di ossido di azoto».
Controindicazioni analoghe compaiono nelle schede europee degli altri farmaci della stessa classe, a base di vardenafil, tadalafil e avanafil, e coinvolgono anche i nitrati prescritti per l’angina. Sull’incompatibilità fra popper e sildenafil i bugiardini non lasciano margini: in caso di dubbio, ricordano, va informato il medico.
Regole scritte, poco lette
Nessuna di queste regole è nuova. Sono scritte nei regolamenti europei, nelle schede tecniche e nei bugiardini, e somigliano a quelle che valgono per molti prodotti che teniamo in casa senza pensarci. Il punto è leggerle davvero, fino in fondo, anche quando sono scritte in piccolo. Nel caso dei popper, parlarne apertamente serve più di qualsiasi silenzio.

