(Meridiananotizie) Roma, 22 novembre 2011 – L’Italia è un Paese forte, con i fondamentali dell’economia solidi. Ce la farà ad uscire dalla crisi e Mario Monti è la persona giusta per risolvere i problemi. Romano Prodi ne è convinto e lo ha detto a chiare lettere, partecipando al dibattito con i giovani alla sala del Garante per la Privacy dal titolo “Europa e Italia nella tempesta! Quale Futuro per i giovani” organizzato dal presidente degli europarlamentari pd, David Sassoli nell’ambito del tour “Cose di tutti noi”. In una sala gremita di giovani, e non solo, il professore ha fatto il punto su quella che è la situazione della crisi che sta coinvolgendo l’Europa ed in particolare l’Italia. «Non risponderò nemmeno morto a questa domanda», ha dichiarato evitando accuratamente, a un certo punto del confronto, di dire cosa farebbe se si trovasse al posto di Monti alla guida del governo. Ma sull’emergenza finanziaria, sull’asse franco-tedesco, sulle speranze dell’Italia, Prodi ha detto la sua, parlando sulla scorta della sua esperienza fatta da commissario europeo, presidente del Consiglio e da studioso e proprio alla vigilia del tour a Bruxelles e a Strasburgo del presidente del Consiglio. «Quando è scoppiata la crisi greca – ha premesso Prodi – mi sono ricordato di quando come presidente della Commissione europea sostenevo la necessità di istituire un organismo che controllasse con rigore i conti dei Paesi membri». «Germania e Francia non vollero. Per cui la Grecia, nella fase di aggancio all’Euro, ha potuto imbrogliare i conti, senza che nessuno potesse fare nulla». Il tracollo dell’economia ellenica è tuttavia una rappresentazione della debolezza dell’Unione europea. «Un Paese -ha esemplificato Prodi- che in termini numerici è il 2% dell’economia europea, ricordo che la provincia di Vicenza esporta più della Grecia, rischia di portare a fondo tutto il sistema». Anche l’Italia che continua a avere dei fondamentali in ordine, sconta la debolezza causata dall’enorme debito pubblico. «Quando al governo c’eravamo noi -ha ricordato parlando del primo governo dell’Ulivo- il rapporto tra deficit e Pil era al 121%. Lo stesso che abbiamo oggi, più basso di quello che hanno Francia e Spagna. Quindi non vedo alcun motivo per considerare l’Italia come l’anello debole della catena europea. Siamo sempre il secondo Paese della Ue in termini di esportazione anche se scontiamo qualche difficoltà nel settore dei servizi, delle infrastrutture o del turismo. Ma con la forza dell’export riusciamo ancora a coprire le nostre difficoltà». Il servizio di Domenico Lista
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