Gestire il tempo con intelligenza emotiva

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(MeridianaNotizie) Pomezia, 31 maggio 2019 – Si è tenuto mercoledì scorso, presso la “NLS Academy”, un interessante corso dal tema:  “Gestire il Tempo con Intelligenza Emotiva”.

A condurre il workshop, Andrea Di Martino, formatore di punta dell’Accademia NLS che, con la sua brillantezza e capacità comunicativa, ha distillato importanti informazioni e suggerimenti ai partecipanti, anche attraverso esercizi pratici, riguardo l’oggetto della formazione, partendo dall’assunto che il “tempo” è una risorsa molto importante alla quale, inconsapevolmente, diamo poco valore.

Il tempo è l’unica risorsa comune a tutti gli esseri umani, che si consuma anche se non si utilizza.

Il tempo, quindi, non è una cosa che si può conservare come qualsiasi oggetto e che si può recuperare in un’altra circostanza. Il tempo scorre, continuamente e possiamo solo viverlo.

A noi, quindi, spetta la responsabilità di viverlo al meglio dandogli il giusto valore che ha per noi.

Il tempo che riguarda la nostra esistenza, è nostro. Siamo noi che dobbiamo imparare a gestirlo, ad utilizzarlo e siamo noi che decidiamo come viverlo, nel corso della nostra vita.

Lui, scorre inesorabilmente, mentre per noi si consuma.

E questo ultimo aspetto, dovrebbe farci riflettere molto su quanta importanza diamo al tempo che viviamo e soprattutto, come lo viviamo, in termini di qualità.

L’utilizzo che ne facciamo, del nostro tempo, è solo un fatto nostro. Nessuno può giudicare l’utilizzo che ognuno fa del suo tempo. Siamo solo noi che possiamo giudicare se il tempo che utilizziamo è ben utilizzato o meno.

Di Martino, per essere più esplicito riguardo l’interpretazione individuale dell’utilizzo che ognuno fa del proprio tempo, ha fatto questo esempio:

Immaginiamo di passare tutti i giorni nella stessa piazza, a cui daremo il nome immaginario di Piazza Roma. La mattina l’attraversiamo per andare a lavorare e tornare poi a casa la sera e, sempre nello stesso punto, notiamo un uomo che ha un tablet in mano. Lo troviamo sempre lì, che si guarda intorno e ogni tanto butta gli occhi sul suo tablet. A questo punto, facciamoci una domanda: potremmo noi giudicare quella persona dicendo che sta buttando il suo tempo con il suo tablet invece di fare qualcosa di più produttivo? Certo che no!!! Questo perché, magari, a distanza di qualche mese, entrando in una libreria, potremmo scoprire che è stato pubblicato un libro dal titolo “Quelli di Piazza Roma”, di cui l’autore è proprio quella persona che incontravamo la mattina e la sera sempre allo stesso posto e che era lì per studiare tutte le tipologie di persone che transitano quotidianamente nella piazza.

Con questo esempio, Di Martino ha voluto rimarcare che, esattamente, come in questo momento, sia tu che stai leggendo questo articolo ed io che l’ho scritto, siamo gli unici giudici di come utilizziamo il nostro tempo. Nessun altro, quindi, può giudicare quale importanza ha per noi il tempo che dedichiamo a leggerlo (tu) ed io a scriverlo (io).

E’ molto importante considerare quanto appena detto, perché ci fa capire anche come siamo solo noi i responsabili dell’utilizzo che ne facciamo del nostro tempo.

La formazione erogata da Di Martino, riguardo la gestione del tempo (Time Management) si basa, fondamentalmente, su due teorie che lui ha unito per farne un suo approccio innovativo: una è quella di Stephen Covey, leadership internazionale autore di molti libri tra cui, “Le 7 regole per avere successo” (The 7 Habits of Higly Effective People) e che fa riferimento al “quadrante delle urgenze e dell’importanza”;  l’altra è quella del modello di intelligenza emotiva di “Six Seconds”.

Spieghiamole, brevemente, in poche righe.

Il Quadrante di Stephen Covey

Il quadrante di Stephen Covey,  è uno strumento che ci permette di collocare nei quattro spazi, le nostre azioni quotidiane e classificarle come: Importanti-Urgenti; Importanti-Non Urgenti; Non Importanti-Urgenti; Non importanti-Non Urgenti. Nel quadrante di Covey, sono evidenziati alcuni esempi che servono solo per fornire un’indicazione visiva del metodo di Covey e non sono da considerare assoluti, per quanto suddetto in termini di individualità del giudizio sull’utilizzo del tempo.

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1. Urgente / Importante – In questo quadrante vanno inserite tutte quelle attività che per sua natura non possono essere rinviate e vanno risolte subito: se ci prende fuoco la casa in questo quadrato inseriremo “salvare chi c’è dentro”.

2. Non urgente / Importante – In questo quadrante inseriremo le attività di formazione, crescita personale e ricerca: se ci prende fuoco la casa in questo quadrato inseriremo “chiamare l’assicurazione”.

3. Urgente / Non importante – In questo quadrato inseriremo invece tutte quelle attività di servizio che sono meno importanti ma comunque urgenti (spesso anche noiose): se ci prende fuoco la casa in questo quadrato inseriremo “chiamare i pompieri”.

4. Non urgente / Non importante – In questo inseriremo invece le perdite di tempo: controllare il profilo personale su facebook, rispondere alle email di amici su attività di svago, leggere qualche gossip: se ci prende fuoco la casa in questo quadrato inseriremo “informare gli amici”.

Il Modello Six Seconds

Il modello “Six Seconds” porta la teoria alla pratica nelle nostre attività di tutti i giorni, personali e professionali. Questo approccio metodologico, insegna come mettere in sintonia il pensiero con le sensazioni, al fine di prendere le giuste decisioni (giuste per noi, per i nostri valori, credenze, ecc.).

È un metodo articolato in tre fasi che parte da una maggiore consapevolezza (1- fare caso a cosa si fa); maggiore intenzionalità (2 – fare ciò di cui si è convinti); maggiore decisionalità (3 – agire per uno scopo).

Le definizioni e l’immagine che seguono riportano le basi del modello “Six Seconds” (tratto dahttp://italia.6seconds.org/il-modello-six-seconds/).

1)    SELF AWARENESS (Know Yourself): Essere consapevoli di cosa si sente e di cosa si fà.
Le emozioni sono informazioni e queste competenze permettono di raccoglierle efficacemente. Quando conosciamo noi stessi, conosciamo i nostri punti di forza e le nostre debolezze, sappiamo cosa stiamo facendo, cosa vogliamo e cosa cambiare.

2)    SELF MANAGEMENT (Choose Yourself): Fare ciò di cui si è convinti.
Invece di reagire con il “pilota automatico”, queste competenze permettono di rispondere in modo proattivo. Qui, comprendiamo come agire, come gestire noi stessi e gli altri, come mettere in pratica questi concetti.

3)    SELF DIRECTION (Give Yourself): Agire per uno scopo.
Queste competenze aiutano a mettere in pratica la propria visione e i propri obiettivi per agire secondo uno scopo e con coerenza. Quando diamo noi stessi, siamo liberi e pieni di energia quindi poniamo attenzione sul perché ci comportiamo in un certo modo, sul perché cambiare direzione e sul perché coinvolgere altre persone.

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“L’intelligenza emotiva – ha ribadito Di Martino – ha molto a che fare con l’efficacia  personale, con la performance. Le competenze di intelligenza emotiva prevedono il 54,79% della nostra performance. Ciò vuol dire che il 55% circa di quello che facciamo con successo è dovuto all’intelligenza emotiva, mentre, il 45% circa alle nostre competenze, riguardano le conoscenze e abilità tecniche.”

E questo è apprezzabile dall’altra figura che segue, dove è chiaro che il modello “Six Seconds” esalta le 8 competenze dell’intelligenza emotiva, integrandole e suddividendole nelle tre fasi: Know YourselfChoose YourselfGive Yourself; divenendo un ulteriore strumento per mettere in pratica il processo di sviluppo, descritto molto bene da Di Martino nel corso introduttivo di “Gestione del Tempo con l’Intelligenza Emotiva.”

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Ogni area (fase) del modello Six Seconds, racchiude delle competenze che fanno riferimento a competenze emotive:

1 – Know Yourself (Self Awareness)

a) Comprendere le Emozioni: Identificare accuratamente e interpretare sentimenti semplici e complessi.

b) Riconoscere i Sentieri Emozionali: Riconoscere reazioni e comportamenti che ricorrono frequentemente.  

2 – Choose Yourself  (Self Management)

a) Utilizzare il Pensiero Sequenziale: Valutare costi e benefici delle proprie scelte.

b) Navigare le Emozioni: Valutare, Controllare e trasformare le emozioni in risorse strategiche.

c) Trovare la Motivazione Intrinseca: Guadagnare energia da valori personali e impegno invece che essere guidati da forze esterne.

d) Esercitare l’Ottimismo: Abbracciare una prospettiva proattiva di speranza e possibilità.

3 – Give Yourself (Self Direction)

a) Far Crescere l’Empatia: Riconoscere le emozioni degli altri e agire di conseguenza.

b) Perseguire Obiettivi Eccellenti: Collegare le scelte giornaliere con uno scopo superiore.GESTIRE IL TEMPO CON INTELLIGENZA EMOTIVA

Articolo di Massimo Catalucci

Si è tenuto mercoledì scorso, presso la “NLS Academy”, un interessante corso dal tema:  “Gestire il Tempo con Intelligenza Emotiva”.

A condurre il workshop, Andrea Di Martino, formatore di punta dell’Accademia NLS che, con la sua brillantezza e capacità comunicativa, ha distillato importanti informazioni e suggerimenti ai partecipanti, anche attraverso esercizi pratici, riguardo l’oggetto della formazione, partendo dall’assunto che il “tempo” è una risorsa molto importante alla quale, inconsapevolmente, diamo poco valore.

Il tempo è l’unica risorsa comune a tutti gli esseri umani, che si consuma anche se non si utilizza.

Il tempo, quindi, non è una cosa che si può conservare come qualsiasi oggetto e che si può recuperare in un’altra circostanza. Il tempo scorre, continuamente e possiamo solo viverlo.

A noi, quindi, spetta la responsabilità di viverlo al meglio dandogli il giusto valore che ha per noi.

Il tempo che riguarda la nostra esistenza, è nostro. Siamo noi che dobbiamo imparare a gestirlo, ad utilizzarlo e siamo noi che decidiamo come viverlo, nel corso della nostra vita.

Lui, scorre inesorabilmente, mentre per noi si consuma.

E questo ultimo aspetto, dovrebbe farci riflettere molto su quanta importanza diamo al tempo che viviamo e soprattutto, come lo viviamo, in termini di qualità.

L’utilizzo che ne facciamo, del nostro tempo, è solo un fatto nostro. Nessuno può giudicare l’utilizzo che ognuno fa del suo tempo. Siamo solo noi che possiamo giudicare se il tempo che utilizziamo è ben utilizzato o meno.

Di Martino, per essere più esplicito riguardo l’interpretazione individuale dell’utilizzo che ognuno fa del proprio tempo, ha fatto questo esempio:

Immaginiamo di passare tutti i giorni nella stessa piazza, a cui daremo il nome immaginario di Piazza Roma. La mattina l’attraversiamo per andare a lavorare e tornare poi a casa la sera e, sempre nello stesso punto, notiamo un uomo che ha un tablet in mano. Lo troviamo sempre lì, che si guarda intorno e ogni tanto butta gli occhi sul suo tablet. A questo punto, facciamoci una domanda: potremmo noi giudicare quella persona dicendo che sta buttando il suo tempo con il suo tablet invece di fare qualcosa di più produttivo? Certo che no!!! Questo perché, magari, a distanza di qualche mese, entrando in una libreria, potremmo scoprire che è stato pubblicato un libro dal titolo “Quelli di Piazza Roma”, di cui l’autore è proprio quella persona che incontravamo la mattina e la sera sempre allo stesso posto e che era lì per studiare tutte le tipologie di persone che transitano quotidianamente nella piazza.

Con questo esempio, Di Martino ha voluto rimarcare che, esattamente, come in questo momento, sia tu che stai leggendo questo articolo ed io che l’ho scritto, siamo gli unici giudici di come utilizziamo il nostro tempo. Nessun altro, quindi, può giudicare quale importanza ha per noi il tempo che dedichiamo a leggerlo (tu) ed io a scriverlo (io).

E’ molto importante considerare quanto appena detto, perché ci fa capire anche come siamo solo noi i responsabili dell’utilizzo che ne facciamo del nostro tempo.

La formazione erogata da Di Martino, riguardo la gestione del tempo (Time Management) si basa, fondamentalmente, su due teorie che lui ha unito per farne un suo approccio innovativo: una è quella di Stephen Covey, leadership internazionale autore di molti libri tra cui, “Le 7 regole per avere successo” (The 7 Habits of Higly Effective People) e che fa riferimento al “quadrante delle urgenze e dell’importanza”;  l’altra è quella del modello di intelligenza emotiva di “Six Seconds”.

Spieghiamole, brevemente, in poche righe.

Il Quadrante di Stephen Covey

Il quadrante di Stephen Covey,  è uno strumento che ci permette di collocare nei quattro spazi, le nostre azioni quotidiane e classificarle come: Importanti-Urgenti; Importanti-Non Urgenti; Non Importanti-Urgenti; Non importanti-Non Urgenti. Nel quadrante di Covey, sono evidenziati alcuni esempi che servono solo per fornire un’indicazione visiva del metodo di Covey e non sono da considerare assoluti, per quanto suddetto in termini di individualità del giudizio sull’utilizzo del tempo.