Sull’orlo di una guerra nucleare: Putin minaccia di armare i propri missili per difesa

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La Russia risponde alle mosse “punitive” economiche dell’U.E. e di fornitura di armi all’Ucraina  e manda un messaggio chiaro e minaccioso anche a  NATO e U.S.A.: “siamo pronti a difenderci” 

– articolo di Massimo Catalucci

www.massimocatalucci.it

(Meridiananotizie) Ardea, 28 febbraio 2022 – Lo scenario politico internazionale si fa sempre più difficile e mentre si cercano mediazioni diplomatiche tra Russia e Ucraina, è notizia di poche ore fa che Putin e Zelensky stanno definendo gli ultimi dettagli di un imminente incontro diplomatico nel quale discutere sulla possibilità di deporre le armi da ambo le parti. Purtroppo, però, le dichiarazioni del pre-incontro, da ambo le parti non lasciano pensare ad un possibile accordo di pace, visto che ognuno rivendica le proprie ragioni e la legittimità del proprio esercizio di potere sui territori ucraini.

Intanto, la resistenza Ucraina continua ad oltranza e gli arruolamenti militari richiesti da Zelensky alle altre nazioni europee, così come la richiesta di armi, mettono in apprensione il mondo intero, perché, dall’altra parte, il Presidente russo, Putin, avverte che, eventuali forniture di armi e/o appoggi militari da altri Stati (chiaro il riferimento all’U.E. e alla NATO) troveranno una Russia preparata ad un possibile conflitto bellico che mette, veramente, paura, in quanto si pensa ad un possibile conflitto nucleare.

Siamo in una situazione internazionale molto precaria che rischia di sfuggire di mano ai governanti di molti Stati coinvolti, direttamente e indirettamente, in questa vicenda.

Come abbiamo già menzionato nel nostro precedente articolo (clicca qui), dove presentavamo uno scenario possibile, nell’eventuale conflitto internazionale che vedrebbe schierati da una parte, U.E. e NATO e dall’altra la Russia, cui non si può non pensare ad un’eventuale alleanza con INDIA, CINA e COREA del NORD, vengono in mente brutti pensieri, in quanto da una parte c’è lo “zampino” degli U.S.A., una nazione abituata a fare guerre in giro per il mondo e dall’altra, un ragazzino un po’ troppo cresciuto che risponde al nome di Kim Jong-un (8 gennaio 1982), Leader supremo della Repubblica Popolare Democratica di Corea, cui piace “giocare” con le armi nucleari. E’ di sabato scorso l’ultimo test nucleare della Corea del Nord: un missile balistico lanciato dall’area di Sunan, intorno a Pyongyang, alle 7:52 locali (23:52 di sabato 26 febbraio in Italia): il vettore ha volato per circa 300 chilometri all’altitudine massima di 620 chilometri e caduto nel Mare del Giappone.

La pace e la tranquillità di molti popoli dell’Europa occidentale ed orientale ma forse sarebbe il caso di dire dell’intera popolazione mondiale, passa attraverso l’attuale conflitto in atto in Ucraina.

Il nostro Governo, da parte sua, ci auguriamo che non partecipi all’invio di armi e altre risorse necessarie ad alimentare il suddetto conflitto tra Russia e Ucraina e che continui, invece, a prestare assistenza ai profughi, in accordo con altri Stati dell’U.E., a chi sta fuggendo dalle zone oggetto dello scontro bellico.

Intanto, non dimentichiamo che stanno morendo molte persone in questa guerra, tra cui molti civili e soprattutto, molti bambini.

Le guerre, purtroppo, mietono sempre vittime e per questo vanno fermate sul nascere o quanto meno, prima possibile, prima che facciano registrare troppe morti innocenti.

Per questo occorre fare attenzione alle parole di Putin che non sono da prendere alla leggera, perché la sua minaccia di risposta bellica a chi dovesse mettersi in mezzo con le armi, nel conflitto tra Ucraina e Russia, segnerebbe l’inizio di una guerra più estesa e dolorosa per tutti.

La “mediazione”, intesa come unica “arma” possibile per trovare soluzioni, deve tendere a trovare vantaggi da una parte e dall’altra alle parti coinvolte, direttamente, nel conflitto (Russia e Ucraina). Ogni altra soluzione passante  per la “negoziazione”, ovvero, dove si tende a portare a casa ognuno per Sé un vantaggio a sfavore totale dell’altro, continuerebbe ad alimentare il conflitto in atto, con possibili conseguenze disastrose per intere popolazioni come già accennato sopra. Ne consegue che, la “mediazione”, finalizzata a trovare vantaggi per entrambi gli Stati, Russia e Ucraina, spetta, naturalmente, alle forze democratiche dell’U.E. che insieme possono e devono promuovere la pace e concretamente, costruirla con azioni diplomatiche.

Anche eventuali privazioni e sanzioni inflitte dagli altri Stati alla Russia, non calmerebbero il conflitto ma inasprirebbero ancora di più i rapporti internazionali, allontanando le parti.

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