(Adnkronos) – L'Agenzia delle Entrate "ci chiede seimila euro di tasse per un risarcimento mai avuto dall'assassino di mia figlia, il suo ex marito". A raccontare l'incredibile vicenda all'Adnkronos è Giovanna Ferrari, madre di Giulia Galiotto, la ragazza uccisa dall'ex l'11 febbraio 2009 sulle colline vicino Sassuolo in provincia di Modena. "Lo Stato ci sta chiedendo di versare seimila euro di tasse per un risarcimento di 1,2 milioni di euro che Marco Manzini, l'assassino di mia figlia, avrebbe dovuto darci, ma che non abbiamo mai ottenuto" denuncia la donna. "Questa è davvero una beffa per noi familiari. Chissà come se la ride l'ex marito di nostra figlia". Da parte sua l'Agenzia delle Entrate, pur manifestando la sua "vicinanza e comprensione alla famiglia Galiotto", conferma in una nota "la correttezza del proprio operato nel rispetto della normativa vigente in materia di imposta di registro''. L’Agenzia assicura di essersi ''immediatamente attivata per promuovere un confronto istituzionale con il ministero della Giustizia al fine di verificare l’applicabilità, al caso concreto, dell’istituto della registrazione a debito, in base al quale la parte danneggiata viene esonerata dal pagamento''. ''Questo istituto, in base al dettato normativo, si applica infatti alla sentenza di condanna nell'ambito del processo penale ma non anche, come nel caso in questione, alla successiva pronuncia esecutiva nell’ambito del processo civile'', sottolinea l’Agenzia. Che ''resta a disposizione della famiglia per fornire tutti gli eventuali chiarimenti che si dovessero rendere utili''. "L'Agenzia delle entrate – spiega la signora Ferrari – ha mandato la comunicazione sia a me che a mio marito, ma anche a nostra figlia Elena, sorella di Giulia. Ci hanno provato con tutti e tre. Noi ovviamente abbiamo fatto ricorso, secondo quanto previsto dalla legge. Per fortuna, la somma che ci viene richiesta non è stata moltiplicata per tre, però le spese legali saranno inevitabilmente più alte, visto che dobbiamo risolvere tre situazioni distinte". "Da una parte sono contenta perché il clamore mediatico che si è sollevato ha indotto l’Agenzia delle entrate a velocizzare i tempi, visto che stavamo aspettando un loro riscontro da parecchio tempo; al contempo però siamo allibiti perché lo stesso ente, pur dichiarando la propria vicinanza alla nostra famiglia, ha confermato la presunta correttezza del loro operato, chiedendoci di pagare le tasse su un risarcimento che non avremo mai". La madre di Giulia Galiotto prosegue dicendo di aver preso questa situazione "quasi sorridendo, per quanto sia paradossale" e si dice consapevole del fatto che "stiamo buttando via dei soldi, questo lo sappiamo bene, però vogliamo ottenere giustizia, visto che il risarcimento che non abbiamo mai ottenuto è espressamente indicato nella sentenza di condanna a carico di Marco Manzini. Mi chiedo – conclude Giovanna Ferrari – se davvero nel nostro Paese un uomo sia libero di non rispettare una decisione, presa da un giudice". —[email protected] (Web Info)
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