(Adnkronos) – "La sanità privata accreditata, pilastro del servizio sanitario nazionale, è strangolata da requisiti e tariffe insostenibili, mentre le farmacie ottengono scorciatoie e rimborsi d'oro". E' quanto denuncia in una nota l'Uap, Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti ed ospedalità privata. "Gli ambulatori e i poliambulatori accreditati rispettano centinaia di standard, controlli, procedure di accreditamento diverse da Regione a Regione. Una macchina burocratica che rallenta, ostacola, scoraggia. E come se non bastasse, il nuovo Nomenclatore tariffario, lo strumento che fissa le tariffe di rimborso delle prestazioni Lea, dopo vent’anni di attesa ha peggiorato la situazione: tariffe più basse delle precedenti, già insufficienti. Visite specialistiche pagate meno di una cena, Ecg a rimborso ridicolo. Così si mette in ginocchio chi lavora nella legalità e nella qualità". Con queste tariffe e con i vincoli burocratici, avverte l'Uap, "le strutture medio-piccole rischiano di chiudere o di essere comprate da grandi gruppi, spesso stranieri. Il risultato? Sanità 'massificata', standardizzata, lontana dal paziente". Quanto alle farmacie, la legge per l'Uap "è chiara: le farmacie possono fare solo test di prima istanza, senza referto medico. Eppure, grazie alla 'Farmacia dei servizi', oggi si sperimentano anche esami diagnostici complessi. Non solo: per un Ecg arrivano a incassare 26 euro, mentre alle strutture accreditate lo Stato riconosce appena 11,6 euro. Un paradosso. E adesso? Nel ddl 'Semplificazioni' si prova a infilare la possibilità di rendere permanenti queste attività, in deroga alle regole che valgono per tutti gli altri. Un tentativo 'strisciante' che rischia di spaccare il sistema". C'è infine il "nodo del fabbisogno", dice l'Uap. "Ogni struttura sanitaria deve rispondere ai criteri di fabbisogno regionale per essere accreditata. Una regola ferrea. E le farmacie in quale fabbisogno rientrerebbero? Nessuno lo dice. Ma intanto operano". La presidente dell'Uap, Mariastella Giorlandino rimarca: "Stesse regole, stessi diritti e stessi doveri: questa è equità. Non possiamo accettare che chi rispetta la legge sia penalizzato e chi opera in deroga venga premiato. La sanità privata accreditata non chiede privilegi, ma condizioni giuste per continuare a garantire servizi essenziali ai cittadini. Se il sistema continua così, a perdere non saranno solo gli operatori, ma i pazienti". —[email protected] (Web Info)
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