(Adnkronos) – Un nuovo capitolo nella promozione della cultura scientifica si è aperto in Cina con il lancio ufficiale del primo Mese Nazionale della Divulgazione Scientifica. L'iniziativa, un vero e proprio "carnevale della scienza" della durata di 30 giorni, è stata organizzata dalla China Association for Science and Technology e mira a porre l'attenzione sui progressi scientifici, a celebrare lo spirito di innovazione e a rendere la scienza più accessibile a tutti i cittadini. Le cerimonie di apertura si sono tenute presso il National Communication Center For Science and Technology e il China Science and Technology Museum, a Pechino, dando il via a un programma ricco che prevede oltre un centinaio di mostre e attività in tutto il mese di settembre. Tra queste spicca un'esposizione speciale dedicata agli scienziati cinesi che hanno operato durante la Guerra di Resistenza del Popolo Cinese contro l'Aggressione Giapponese, in occasione dell'80° anniversario della vittoria della Guerra di Resistenza e della Seconda Guerra Mondiale. La designazione di settembre come mese annuale dedicato alla divulgazione scientifica non è una scelta casuale, ma è stata sancita dalla revisione della Legge sulla Divulgazione Scientifica e Tecnologica, entrata in vigore il 25 dicembre 2024. La legge cinese sulla divulgazione scientifica rappresenta una vera e propria spinta innovativa della scienza perché la eleva da semplice attività culturale a priorità strategica nazionale. Per la prima volta, la comunicazione scientifica non è solo incoraggiata, ma diventa una responsabilità formalizzata per scienziati, imprese e istituzioni. Questa normativa rende la divulgazione scientifica un obiettivo condiviso, trattandola come un bene pubblico a cui tutti devono avere accesso. Il suo approccio trasforma la scienza da attività isolata in un processo inclusivo, incentivando la professionalizzazione del settore attraverso formazione dedicata e meccanismi di incentivazione. Inoltre, la legge introduce un'enfasi cruciale sull'uso della scienza per la gestione delle crisi, come disastri naturali e sanitarie, rendendola uno strumento pratico per la sicurezza pubblica, creando un circolo virtuoso che connette la produzione scientifica, la sua comprensione e il supporto attivo da parte del pubblico, alimentando così l'innovazione e il progresso sociale. —[email protected] (Web Info)
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