(Meridiana Notizie) “In merito al dibattito sul prossimo referendum sulla Giustizia, accolgo le parole di scuse del procuratore Nicola Gratteri, ma confesso di essere rimasto perplesso: quasi da chiedermi se, dichiarando che voterò sì e che farò campagna elettorale, debba sentirmi in difetto. Rivendico, invece, questa scelta, che non intende indebolire le garanzie dei magistrati nello svolgimento del loro lavoro. Il mio è un sì motivato dalla convinzione che la separazione delle carriere rappresenti un vantaggio per il sistema, rafforzando l’equilibrio tra accusa e difesa e aumentando la fiducia dei cittadini nella giustizia. Le vicende che hanno coinvolto Luca Palamara hanno evidenziato criticità legate al funzionamento delle correnti e alla gestione delle nomine. In quel contesto, il Consiglio Superiore della Magistratura è rimasto in silenzio. Ritengo, quindi, necessario intervenire sulle regole, per garantire maggiore trasparenza e per assicurare che le funzioni si svolgano al di fuori delle correnti. Una magistratura più autonoma dalle dinamiche interne e più trasparente nelle procedure è una garanzia non solo per chi amministra la giustizia, ma soprattutto per i cittadini, che devono poter confidare in un sistema fondato su merito e imparzialità”. Lo ha detto il Segretario Generale UGL, Paolo Capone, intervenendo alla trasmissione Agorà, in onda su Rai3.
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