Sul tema delle antenne per la telefonia mobile torna a salire la tensione politica nella città di Anzio. Dopo la replica del sindaco Aurelio Lo Fazio alla lettera dell’avvocato Luca Sacripanti, il gruppo consiliare Noi Moderati interviene con un comunicato che punta il dito contro il metodo di governo dell’amministrazione comunale.
Secondo i moderati, la lunga replica del primo cittadino avrebbe evitato il punto centrale della questione: la crescente distanza tra l’amministrazione e la comunità locale, accompagnata da un clima di forte disillusione tra i cittadini.
Antenne ad Anzio, la protesta dei cittadini
Il tema delle antenne per la telefonia mobile ad Anzio è da oltre un anno al centro del dibattito pubblico. Un gruppo di cittadini ha sollevato la questione portando studi, documentazione e riferimenti giurisprudenziali per chiedere maggiore attenzione nella localizzazione degli impianti.
Secondo la nota di Noi Moderati, il percorso portato avanti dai residenti è stato caratterizzato da un approccio serio e documentato. Tuttavia, la richiesta di un Consiglio comunale straordinario aperto alla cittadinanza per discutere pubblicamente il problema sarebbe stata respinta dalla maggioranza.
Una scelta che, secondo l’opposizione, avrebbe contribuito ad alimentare la frattura tra istituzioni e cittadini.
Il nodo del regolamento e del piano antenne
Tra i punti più contestati c’è il ritardo nell’aggiornamento del regolamento comunale e nella predisposizione di un piano di localizzazione delle antenne, strumenti considerati fondamentali per governare il fenomeno.
Il gruppo politico sostiene di aver chiesto già nei primi mesi del 2025: l’aggiornamento urgente del regolamento; la redazione di un piano antenne; una sospensione temporanea delle installazioni per consentire una regolamentazione adeguata.
Secondo la ricostruzione dell’opposizione, la sospensione delle installazioni sarebbe arrivata soltanto in seguito a interventi della giustizia amministrativa e non per iniziativa politica dell’amministrazione.
La sospensione delle installazioni
Nella nota viene citata la determinazione del 7 gennaio 2026, con la quale gli uffici comunali avrebbero disposto la sospensione delle installazioni. Per Noi Moderati, quella decisione rappresenterebbe una risposta al sentimento diffuso tra i cittadini più che una scelta politica della maggioranza.
“La realtà – sostengono – è che ad agosto 2025 la maggioranza non ha voluto nemmeno esprimere un indirizzo politico in tal senso”.
Commissioni e confronto pubblico mancato
Un altro punto critico riguarda il confronto con i tecnici incaricati della redazione del piano. Il consigliere Silvio Marsili avrebbe chiesto la convocazione delle commissioni competenti per accelerare il lavoro e aprire un confronto tecnico, ma – secondo quanto riportato nella nota – la richiesta non sarebbe stata accolta dai presidenti delle commissioni Tontini e Garito.
Nuove installazioni e timori dei residenti
Nel frattempo emergono nuovi tentativi di installazione di impianti, tra cui uno previsto nella zona di Lavinio Mare, tra viale Elisabetta e viale San Giuseppe.
L’area sarebbe particolarmente sensibile perché vicina a: un luogo di culto, un centro per l’infanzia e un parco pubblico
Anche in questo caso, sottolineano i moderati, sarebbero stati i cittadini a mobilitarsi spontaneamente per chiedere l’intervento delle autorità competenti.
“Serve una visione politica per il territorio”
Per il gruppo Noi Moderati, la vicenda delle antenne racconta qualcosa di più ampio di una semplice controversia amministrativa. Secondo la nota, il problema sarebbe l’assenza di una visione politica capace di guidare le scelte urbanistiche e tecnologiche della città.
“La politica – scrivono – deve guidare i processi, costruire consenso e difendere gli interessi della comunità. Quando questo non accade, le fratture diventano inevitabili”.
Il timore per il futuro del piano antenne
Il timore espresso dal gruppo politico è che il regolamento e il piano antenne possano non essere approvati prima della scadenza della sospensione disposta dagli uffici comunali.
Una prospettiva che, secondo l’opposizione, rischierebbe di vanificare l’impegno e le aspettative dei cittadini che negli ultimi mesi hanno seguito con attenzione la vicenda.
“La cittadinanza – conclude la nota – merita trasparenza, partecipazione e scelte responsabili per il futuro della città”.

