Il mercato del gioco pubblico chiude l’anno con una raccolta complessiva di 165 miliardi di euro, garantendo un gettito fiscale di oltre 11 miliardi, mentre prosegue il declino degli apparecchi senza vincita in denaro.

Il 2025 è stato un anno da record per il gioco pubblico italiano. A dirlo sono i numeri che delineano un settore in costante espansione, capace di mobilitare cifre imponenti e di confermarsi come una delle voci più rilevanti per le casse dello Stato.
Come si legge su Giochi di Slots, con una raccolta complessiva di 165 miliardi di euro, il comparto ha generato entrate per l’Erario pari a 11,4 miliardi, segnando un punto di svolta nelle dinamiche tra gioco fisico e digitale. Perché nonostante l’inarrestabile ascesa dell’online, il segmento terrestre continua a rappresentare l’ossatura del gettito fiscale. Il pilastro dell’intero sistema rimane il settore degli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro, che da soli hanno prodotto una raccolta superiore ai 31,5 miliardi di euro, garantendo allo Stato un incasso di 5,3 miliardi. Un dato significativo, che conferma come il gioco fisico mantenga una capacità di attrazione elevata, favorita da una fiscalità che si concentra sulla spesa reale dei giocatori piuttosto che sul volume totale delle giocate. Il primato numerico, guardando nel dettaglio i numeri della raccolta, spetta però ai giochi di carte e di sorte a quota fissa, che sfiorano l’impressionante cifra di 80 miliardi di euro (anche se il gettito per l’Erario si ferma a circa 800 milioni di euro). Una apparente disparità economica che si può spiegare guardando i differenti meccanismi di prelievo: mentre per le slot il fisco incassa sulla spesa, per i giochi di carte il prelievo avviene sul “giocato”, una massa che include anche le vincite continuamente reinvestite dagli utenti durante le sessioni di gioco.

L’infografica realizzati da Giochi di Slot evidenzia dati positivi anche per il segmento del betting: le scommesse sportive hanno superato la soglia dei 19 miliardi di raccolta, contribuendo con 623 milioni alle entrate pubbliche, seguite dalle scommesse virtuali che hanno oltrepassato i 5 miliardi di giocato. Accanto a queste, crescono anche i giochi numerici: 1,78 miliardi di raccolta e ben 620 milioni di euro di gettito. Non passano mai di moda, poi, i classici: il Lotto ha superato gli 8 miliardi di euro, portando nelle casse pubbliche circa 1,6 miliardi, mentre le Lotterie hanno toccato i 13 miliardi di giocato con un gettito vicino ai 2 miliardi.
In un contesto nel complesso positivo non manca però una nota dolente: la crisi dei giochi senza vincita in denaro.
Esiste però una nota dolente in questo quadro di crescita: il crollo verticale dei giochi senza vincita in denaro, la cui raccolta è scesa a 31 milioni di euro, segnando un calo del 42,48% rispetto al 2024. Il motivo? La mancata innovazione del parco macchine e la concorrenza spietata del mobile. Perché il futuro, in fondo, è sempre qui: nel cellulare, negli smartphone, nella connettività. Ma forse ci stiamo perdendo un pezzo importante della nostra vita. E, a guardare i numeri del gambling pubblico, anche della nostra economia.

