L’autrice ripercorre cinquantacinque anni di relazioni bilaterali e individua nel presidente dell’Istituto Italiano OBOR uno dei protagonisti contemporanei del dialogo tra i due Paesi
ROMA – C’è una storia che attraversa oltre mezzo secolo di rapporti diplomatici tra Italia e Cina e che continua ancora oggi a scrivere nuove pagine. È quella raccontata da Daniela Caruso nel volume “Tra Italia e Cina. Cinquantacinque anni di relazioni bilaterali. Costruire la comunicazione e superare le differenze”, un’opera che unisce rigore storico e analisi del presente, offrendo una lettura delle relazioni tra i due Paesi che va ben oltre gli aspetti economici e commerciali.
Il libro, presentato nella prestigiosa cornice della Sala del Carroccio in Campidoglio, ripercorre il cammino che ha portato al riconoscimento della Repubblica Popolare Cinese da parte dell’Italia e analizza l’evoluzione di un rapporto costruito nel tempo grazie all’impegno della diplomazia, ma soprattutto attraverso il contributo della società civile, delle università, delle imprese e delle istituzioni territoriali.
Tra le pagine dedicate alle esperienze italiane che hanno contribuito a rafforzare questo dialogo trova spazio anche il percorso di Michele De Gasperis, presidente dell’Istituto Italiano OBOR, protagonista di un approfondimento di dodici pagine all’interno del capitolo dedicato agli “Italiani in Cina”.
Una scelta che testimonia la volontà dell’autrice di affiancare alla ricostruzione storica anche esempi concreti di chi, negli ultimi anni, ha lavorato per trasformare le relazioni istituzionali in occasioni di collaborazione stabile tra sistemi economici, territori e comunità.
Daniela Caruso descrive De Gasperis come una figura capace di interpretare la diplomazia economica in chiave moderna, costruendo relazioni operative tra amministrazioni pubbliche, imprese, università e organismi internazionali e contribuendo allo sviluppo di una cooperazione sempre più strutturata tra Italia e Cina.
Nel suo intervento durante la presentazione del volume, De Gasperis ha sottolineato come il vero valore delle relazioni internazionali non risieda esclusivamente negli accordi tra governi, ma nella capacità delle persone di trasformare quei rapporti in esperienze condivise e durature.
Secondo il presidente dell’Istituto Italiano OBOR, il futuro del dialogo tra Roma e Pechino passa attraverso la costruzione di reti permanenti tra territori, università, imprese, cooperative e organizzazioni sociali, superando la logica delle iniziative episodiche.
Una riflessione che si è intrecciata con il principio cinese dell'”armonia senza uniformità”, richiamato anche nel volume di Daniela Caruso, come modello culturale capace di valorizzare le differenze senza trasformarle in elementi di contrapposizione.
Nel corso del suo intervento, De Gasperis ha inoltre indicato nell’economia sociale uno dei possibili laboratori della futura cooperazione tra Italia e Cina, evidenziando come le recenti strategie italiane e cinesi aprano nuove prospettive nei settori dell’innovazione tecnologica, della robotica, dell’intelligenza artificiale e dei servizi alle comunità, con l’obiettivo di mettere sempre la persona al centro dello sviluppo.
Il libro di Daniela Caruso assume così una duplice funzione. Da un lato ricostruisce con attenzione le tappe fondamentali di cinquantacinque anni di relazioni diplomatiche; dall’altro individua nel presente alcune esperienze emblematiche capaci di indicare la direzione del futuro.
Tra queste, l’ampio spazio riservato a Michele De Gasperis rappresenta uno degli elementi più significativi dell’opera: un riconoscimento che ne valorizza il ruolo quale interprete contemporaneo del dialogo tra Italia e Cina e che testimonia come la costruzione di relazioni internazionali solide passi anche attraverso il lavoro quotidiano di chi crea connessioni, favorisce il confronto e promuove occasioni concrete di cooperazione tra due realtà sempre più chiamate a dialogare.

