La trasformazione dei conti riapre il confronto sul futuro della direzione: dalla perdita di 6,74 milioni del 2023 ai 37,62 milioni di utile nei primi nove mesi del 2026. Il mandato triennale e i tempi del rilancio industriale, tra investimenti, lavoro qualificato e ricadute sulle imprese dei territori.
Il tempo di un incarico e quello necessario a rinnovare una fabbrica possono seguire scadenze diverse. Per l’*Agenzia Industrie Difesa, questa distanza assume un significato concreto: il **piano industriale 2025-2027* proietta gli obiettivi oltre l’orizzonte del mandato triennale affidato a *Fiammetta Salmoni nel dicembre 2023*, la cui durata trova conferma nella documentazione istituzionale.
La questione della continuità si pone mentre l’Agenzia presenta risultati economici profondamente cambiati rispetto alla fase precedente. È su questi dati, insieme agli interventi ancora da realizzare, che si misura il lavoro della direttrice generale e si costruisce la valutazione sul futuro della gestione.
Nel *2022, il valore della produzione era di circa **75,8 milioni di euro. Nel **2023* era salito a circa *81,7 milioni, ma il consuntivo rettificato di quell’esercizio evidenziava una **perdita di circa 6,74 milioni*.
L’Agenzia aveva già avviato iniziative di potenziamento industriale e l’inserimento di apprendisti in alcune unità produttive. L’aumento delle attività, tuttavia, non aveva ancora garantito un equilibrio economico consolidato. Rettifiche e accantonamenti per rischi, legati anche a rapporti contrattuali e convenzioni, avevano fatto emergere esigenze di risanamento.
Alla guida dalla fine del 2023, Salmoni ha quindi affrontato un insieme di problemi economici, organizzativi e infrastrutturali. Il compito riguardava una rete industriale pubblica che custodisce capacità strategiche per il Paese e che aveva bisogno di rafforzare redditività, controllo dei costi e solidità gestionale.
Il consuntivo al *30 settembre 2026* registra *109,5 milioni di euro di valore della produzione, 35,45 milioni di risultato operativo e 37,62 milioni di utile netto. Il patrimonio netto raggiunge **86,05 milioni. La relazione semestrale contiene una previsione annuale aggiornata di **41,47 milioni di utile*.
Occorre mantenere distinti il risultato già acquisito nei nove mesi e la previsione di chiusura dell’esercizio. Anche i confronti con il passato richiedono di considerare la diversa durata dei periodi. Il raffronto omogeneo fra i primi sei mesi del 2025 e quelli del 2026 offre comunque una conferma del miglioramento.
Il valore della produzione passa da *42,2 a 57,9 milioni, con un incremento di circa il **37%. I costi della produzione aumentano più lentamente, da **39,3 a 41,3 milioni. L’utile netto semestrale sale da **2,36 a 16,42 milioni di euro*.
La documentazione riconduce il miglioramento alla crescita del valore della produzione e all’efficientamento dei costi operativi. Nei risultati dei nove mesi rileva anche la maggiore valorizzazione del *surplus militare*, una componente che contribuisce alla redditività e la cui continuità andrà valutata nei prossimi esercizi.
*Il risultato della gestione Salmoni acquista una prospettiva industriale nella possibilità di trasformare il miglioramento economico in capacità durature.* La sua impostazione lega programmazione e responsabilità alla trasparenza amministrativa e alla valorizzazione delle professionalità.
Il programma infrastrutturale triennale contempla interventi per circa *110 milioni di euro. Le risorse indicate come disponibili o programmate per il potenziamento infrastrutturale e i progetti strategici ammontano a **95,5 milioni*, distribuiti su più annualità.
Sono previsti interventi su reti elettriche e idriche, sistemi antincendio, adeguamenti ambientali, sicurezza degli ambienti di lavoro e nuove linee produttive. La possibilità di rispettare gli impegni industriali e rispondere alla domanda dipende anche dall’attuazione di questo programma.
A *Firenze, il progetto da **3,15 milioni di euro* per il nuovo reparto di solidi orali rafforza la prospettiva dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare. A *Fontana Liri, il riavvio delle produzioni strategiche richiede progettazione, bonifiche e investimenti pluriennali. A **Capua* restano carenze di personale; a *Messina*, le condizioni infrastrutturali limitano alcune possibilità operative. Sono criticità che richiedono decisioni coerenti e verifiche nel tempo.
La stessa esigenza riguarda le persone. Al 30 settembre 2026 l’Agenzia conta *844 unità di personale*, includendo i militari comandati. Il consuntivo riferisce del rafforzamento delle relazioni sindacali promosso dalla direttrice generale, improntato alla correttezza e alla buona fede.
A *Gaeta, il passaggio di **17 lavoratori dall’apprendistato al contratto a tempo indeterminato* accompagna il consolidamento delle competenze del Centro di dematerializzazione e conservazione documentale. La struttura ha completato entro il *30 giugno 2026* la commessa PNRR per la digitalizzazione del Ministero della Difesa.
Il rilancio coinvolge inoltre le aziende che lavorano attorno agli stabilimenti. Il memorandum sull’impatto territoriale stima in circa *70 milioni di euro* il volume economico direttamente attivato al 30 settembre 2026, senza includere gli effetti moltiplicativi sull’indotto.
A Messina, circa l’*80% della spesa dell’Arsenale destinata alle imprese* ricade nella provincia, per un valore indicativo di *4 milioni annui. A **Castellammare di Stabia, circa il **70% degli acquisti* interessa fornitori campani. A Firenze, la domanda verso le imprese toscane è stimata intorno ai *3 milioni di euro l’anno*. La continuità produttiva dell’Agenzia sostiene così forniture, servizi e mestieri delle economie locali.
Questa articolazione spiega perché il tema della direzione abbia una rilevanza industriale. Modernizzare un impianto, recuperare una produzione e formare personale richiede continuità nelle decisioni, verifica dei risultati e responsabilità riconoscibili.
*La conferma di Salmoni avrebbe una motivazione precisa: consentire alla direzione che ha impostato e accompagnato il rilancio di completare il percorso del piano industriale.* La decisione compete alle istituzioni responsabili, chiamate a considerare il cambiamento dei conti e le attività ancora da portare a compimento.
Il passaggio dalla perdita del 2023 agli utili del 2026 costituisce una base concreta. La prossima fase dovrà renderla stabile, consolidando la redditività, ammodernando le fabbriche e valorizzando le donne e gli uomini che ne custodiscono il patrimonio professionale. È su questo terreno che il piano al 2027 e le scelte sulla guida dell’Agenzia incontrano il futuro del lavoro pubblico industriale.

