(Adnkronos) – Il caso umano di influenza aviaria in Texas, dove il virus H5N1 è stato confermato in un lavoratore del settore lattiero-caseario che ha avuto contatti con bovini infetti, sta allarmando le autorità americane. L'Usda, il dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti d'America, ha messo sotto controllo il consumo del latte crudo perché "l'influenza aviaria sembra essere concentrata nel tessuto mammario delle mucche, anche se occorre identificare la presenza della replicazione del virus in altri tessuti". Secondo l'epidemiologo americano Eric Feigl-Ding, "in questo momento sarebbe preferibile scegliere il latte pastorizzato. Molti esperti – scrive su X commentando i documenti dell'Usda – concordano che il consumo di latte crudo comporta il rischio di infezione". L'epidemiologo Massimo Ciccozzi, sentito dall'Adnkronos Salute, è invece scettico: la possibilità di un contagio da H5N1 attraverso il latte crudo "è davvero molto rara. Forse se si munge a mano e poi si toccano gli occhi. Parliamo di ipotesi che vanno confermate – precisa – perché siamo sempre di fronte ad un virus respiratorio". —[email protected] (Web Info)
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