(Meridiana Notizie) Crescita del Mezzogiorno, ZES unica e partecipazione dei lavoratori all’impresa al centro dell’ultima puntata de La Livella, il podcast di Conflavoro che mette a confronto politica e imprese, condotto da Andrea Pancani e disponibile su YouTube, Spotify e Audible. Ospite il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega al Sud, Luigi Sbarra, con il presidente nazionale dell’associazione, Roberto Capobianco.
“La vera sfida oggi è consolidare e migliorare la crescita del Sud, perché c’è ancora tanto da fare, dobbiamo recuperare divari storici, decennali, che ci separano dal resto del Paese. Serve rafforzare la ZES Unica con l’obiettivo di rafforzare gli investimenti, promuovere l’occupazione, potenziare gli incentivi a favore delle imprese e sostenere concretamente il potere d’acquisto delle famiglie”, ha dichiarato il Sottosegretario al podcast di Conflavoro. “Con il Governo Meloni lo strumento della ZES Unica è stato profondamente riformato: estensione territoriale a tutto il Mezzogiorno, governance centralizzata, obiettivi chiari attraverso un Piano Strategico, aumento delle risorse e un’adeguata struttura amministrativa, la Struttura di Missione ZES poi diventata Dipartimento per il Sud. A mio avviso la ZES Unica è diventata un vero e proprio strumento di politica industriale: un’Italia più forte, competitiva e coesa si costruisce anche attraverso la piena valorizzazione delle potenzialità del suo territorio meridionale”, ha evidenziato Sbarra.
A fare da base al confronto, i dati del Centro Studi Conflavoro. Per il quarto anno consecutivo, secondo l’analisi del Centro Studi di Conflavoro, il Pil del Mezzogiorno cresce più della media nazionale – una sequenza che non si registrava dal 1980 – con circa 500 mila occupati in più dal 2022. La leva è la ZES unica: dal 1° gennaio 2024 sono state rilasciate oltre 1.500 autorizzazioni uniche, a sostegno di 9,8 miliardi di euro di investimenti privati, con un credito d’imposta che per la prima volta ha un orizzonte triennale fino al 2028. La sfida, ora, è consolidare la crescita quando verrà meno la spinta del PNRR.
Secondo Roberto Capobianco, “la crescita del Sud è una notizia importante per tutte le imprese italiane, la ZES unica dimostra che semplificazione e certezza fiscale fanno ripartire gli investimenti: è la strada giusta. Perché quella crescita diventi costante, va resa strutturale nel tempo e resa possibile anche alle microimprese, che oggi vanno incontro a una soglia minima di accesso e a finestre troppo strette. Il riferimento resta sempre e comunque l’aumento della produttività: solo accrescendo il valore di ciò che produciamo possiamo alzare davvero salari e potere d’acquisto. Capitale e lavoro, che condividono obiettivi comuni con la legge sulla partecipazione dei lavoratori all’impresa, sono la condizione per una crescita che si traduca in retribuzioni più alte”, conclude il presidente di Conflavoro.

