POLITICA. PIU’ ATTENZIONE ALLE AMMINISTRATIVE CHE AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

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A due giorni dalla chiusura della campagna elettorale, c’è ancora molta confusione tra i cittadini riguardo i 5 quesiti referendari 

– articolo di Massimo Catalucci

www.massimocatalucci.it

(Meridiananotizie) Ardea, 8 giugno 2022 – Tra poco meno di 60 ore, si chiuderà in tutta Italia la campagna elettorale per i circa 1.000 comuni che andranno alle urne ma alla stessa data, si chiuderà anche la diffusione degli indirizzi di voto, da parte dei partiti, movimenti e liste civiche, riguardo il referendum sulla riforma della Giustizia.

E quello che si percepisce, è che le persone sono ancora confuse riguardo i quesiti referendari, per effetto, probabilmente, della poca importanza che viene data ad essi nei dibattiti politici televisivi.

Allora, noi che amiamo fare dell’informazione pubblica uno strumento utile per aiutare le persone a conoscere argomenti e situazioni spesso a disposizione solo degli addetti ai lavori, ripubblichiamo quanto già esposto un mese e mezzo fa (clicca qui) riguardo i “contenuti dei 5 quesiti referendari abrogativi“.

E pensando di fare cosa gradita a chi ancora non avuto modo di leggere per cosa siamo chiamati ad esprimerci in merito, di seguito riportiamo qui una spiegazione, punto per punto dei 5 quesiti referendari.

REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

Con il referendum abrogativo si dovrà rispondere ai cinque (5) quesiti elencati (cliccare sopra ognuno per leggerli integralmente):
Si RICORDA che essendo un Referendum abrogativo, bisognerà leggere bene quello che si intende votare e quindi, votando “SI“, l’elettore abrogherà le condizioni di legge attualmente vigenti; votando “NO“, l’elettore manterrà le condizioni di  legge attualmente esistenti.

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