(Adnkronos) – Nintendo ha rilasciato dichiarazioni in merito al prezzo di lancio della sua prossima console, Switch 2, in risposta a speculazioni che collegavano i 449 dollari richiesti per la console in USA alle tariffe commerciali statunitensi. Sebbene l'azienda abbia negato che i primi provvedimenti tariffari abbiano influenzato la determinazione del prezzo di vendita al dettaglio negli Stati Uniti, ha riconosciuto che i recenti dazi introdotti dall'amministrazione Trump rappresentano una problematica da affrontare. Doug Bowser, responsabile di Nintendo of America, ha attribuito il prezzo della nuova console alle sue caratteristiche tecniche rinnovate e migliorate, tra cui uno schermo LCD più ampio e controller Joy-Con riprogettati. Bowser ha sottolineato l'intenzione dell'azienda di offrire un dispositivo accessibile che i consumatori percepiscano come parte integrante della loro esperienza di intrattenimento, con una prospettiva di longevità. Bowser ha specificamente affermato che i dazi non sono stati considerati nella definizione del prezzo, evidenziando gli sforzi di Nintendo nella diversificazione delle proprie sedi produttive in Vietnam e Cambogia come strategia preventiva rispetto alle prime fasi tariffarie. Tuttavia, le nuove tariffe imposte su Vietnam e Cambogia sono state definite da Bowser come una "sfida" che l'azienda dovrà gestire. Nintendo ha dichiarato di essere attivamente impegnata nella valutazione della situazione e del potenziale impatto. Tale dichiarazione fa eco alla decisione, definita inusuale, di posticipare a tempo indeterminato l'avvio dei preordini per Switch 2 negli Stati Uniti, previsto inizialmente per il 9 aprile, adducendo la necessità di analizzare le possibili ripercussioni delle tariffe e delle condizioni di mercato in evoluzione. Non è ancora chiaro se il lancio della console negli Stati Uniti, previsto per il 5 giugno, avverrà a un prezzo superiore. L'Entertainment Software Association (ESA), che rappresenta le principali aziende del settore videoludico negli Stati Uniti, ha espresso preoccupazione per le conseguenze negative dei dazi sull'industria, sottolineando come molteplici componenti di un singolo prodotto acquistato dai consumatori potrebbero essere soggetti a tali imposizioni, con un effetto cumulativo. —[email protected] (Web Info)
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