“Al via la seconda edizione di SOL Expo, un’iniziativa importante e significativa per valorizzare una delle eccellenze italiane più riconosciute e apprezzate nel mondo: l’olio di oliva. Un comparto strategico per l’agricoltura nazionale, simbolo della nostra tradizione produttiva e pilastro della dieta mediterranea. L’olio di oliva rappresenta un patrimonio economico, culturale e identitario del nostro Paese – dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei -. L’Italia è tra i leader mondiale per qualità, biodiversità, un primato costruito nel tempo grazie al lavoro e alla competenza dei nostri agricoltori. Proprio per questo motivo riteniamo necessario rafforzare con ancora maggiore determinazione le politiche di internazionalizzazione del settore, consolidando e ampliando la presenza del nostro olio sui mercati esteri. Tuttavia, accanto ai punti di forza, permane una criticità evidente: nonostante l’olio di oliva sia una delle colonne portanti della dieta mediterranea e una delle produzioni simbolo del Made in Italy agroalimentare, l’Italia è tra i principali importatori mondiali di olio di oliva. Si tratta di una contraddizione che dimostra come la nostra produzione interna sia attualmente insufficiente a coprire il fabbisogno nazionale – prosegue Tiso -. Per colmare questo divario e puntare all’autosufficienza produttiva è indispensabile investire in innovazione tecnologica e in nuove tecniche di coltivazione”. Innovazione, però, non deve significare perdita di identità. “È fondamentale – sottolinea infine il presidente nazionale Confeuro – che l’aumento della produttività non avvenga a scapito della qualità e della tipicità che rendono unico l’olio italiano. Dobbiamo ripartire dalla nostra eccellente base produttiva e affiancare agli standard qualitativi che ci contraddistinguono strumenti moderni e soluzioni capaci di rendere le imprese agricole più competitive e sostenibili. In questo senso, guardare alle buone pratiche europee può rappresentare un’opportunità. Paesi come la Spagna hanno saputo incrementare in modo significativo le produzioni di olio extravergine di oliva senza comprometterne la qualità. Anche l’Italia può e deve intraprendere un percorso analogo, valorizzando le proprie specificità territoriali ma adottando modelli organizzativi e innovativi più efficienti”.
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