“Il caro energia resta uno dei principali fattori di pressione sull’economia italiana. In questo quadro, la proroga fino al 5 settembre della riduzione di 17 centesimi al litro delle accise sul gasolio rappresenta una misura utile a contenere, nel breve periodo, l’impatto del caro carburanti, perché il provvedimento interviene su una componente direttamente collegata ai costi di trasporto e distribuzione e contribuisce a limitare le ricadute sui prezzi finali. La questione di fondo, però, si colloca a livello europeo. La frammentazione dei mercati energetici e le differenze nei costi di approvvigionamento rappresentano infatti un elemento di debolezza per l’Unione. La costruzione di un vero mercato unico dell’energia, attraverso una maggiore integrazione delle reti, il rafforzamento delle interconnessioni e la diversificazione delle fonti, deve diventare una componente primaria della politica, industriale e occupazionale, economica e sociale europea. Il caro energia va quindi affrontato su due piani complementari: misure immediate per attenuare l’impatto sui bilanci di imprese e famiglie e interventi strutturali per ridurre la vulnerabilità del sistema. La competitività energetica è oggi una variabile industriale e occupazionale, governarla significa rafforzare la capacità del Paese di produrre, investire e creare lavoro”. Lo ha dichiarato in una nota Luigi Ulgiati, Vice Segretario Generale UGL in merito al caro energia.
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