Vaccini anti SARS-Cov-2: Rischio di reato di falso ideologico per i medici se i vaccini non prevengono l’infezione?

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(Meridiananotizie) Ardea, 18 luglio 2021 – Continuiamo a pubblicare notizie riguardo i vaccini anti Covid-19 Sars2 e in questo caso trattiamo l’obbligatorietà che il D.L. nr 44 del 01/04/2021 impone al personale sanitario, di sottoporsi alla vaccinazione antivirale che, come vedremo, sembrerebbe non essere preventiva, forse, curativa con la malattia in atto.

Le incongruenze riscontrate nel Decreto Legge su menzionato, sono evidenziate nel caso dell’infermiera di Bolzano, per i fatti accaduti il 24 giugno scorso ed aprono uno scenario diverso, rispetto l’obbligatorietà imposta dal Governo agli operatori sanitari di vaccinarsi e il diritto di quest’ultimi di rifiutarsi di sottoporsi a tale trattamento.

Per la cronaca, l’infermiera è stata invitata dall’ASL di Bolzano a recarsi presso il centro vaccinazioni nella città medesima per “sottoporsi alla somministrazione gratuita del vaccino anti SARS-Cov-2” (clicca qui).

Evidentemente, quest’ultima non accettando ciò che reputa un sopruso, non avendo garanzie da parte della ASL stessa dell’efficacia preventiva di immunizzazione dal contagio del virus SARS-Cov-2, per far valere le proprie ragioni, ovvero, rifiutarsi di sottoporsi a tale somministrazione coatta, si è fatta accompagnare in loco dal proprio legale, l’Avv. Renate Holzeisen. Quest’ultimo, ha da subito contestato ai medici presenti e al responsabile del centro vaccinale, il fatto che il vaccino Comirnaty non previene l’infezione e che, come scritto nella nota informativa fornita a chi si appresta a sottoporsi al vaccino, potrebbe (condizionale, quindi senza nessuna certezza) avere effetti sulla malattia (clicca qui).

A questo punto la domanda è lecita: perché il “Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 28 maggio 2021, n. 76 (in G.U. 31/05/2021, n. 128)” (clicca qui), obbliga a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la “prevenzione” dell’infezione da SARS-Covid-2 se tale prevenzione non è garantita?

Le perplessità sono molte e sicuramente, sono motivo di profonda riflessione per tutti, ed è inevitabile che l’accaduto possa aumentare le già tante incertezze con le quali deve confrontarsi il cittadino, riguardo cosa sia responsabile o meno fare, nei confronti del virus attualmente in circolazione, oggetto della pandemia a livello mondiale.

Intanto, la decisione dell’infermiera di Bolzano di opporsi alla somministrazione coatta del vaccino, sta facendo discutere, anche perché, nel momento in cui il suo avvocato ha chiesto ai medici di sottoscrivere una loro dichiarazione in merito agli effetti preventivi del vaccino nei confronti dell’infezione in circolo, gli stessi si sono rifiutati di rilasciarla.

A quanto accaduto presso il cento vaccinale di Bolzano, hanno assistito i carabinieri che erano stati allertati non si sa bene da chi e che hanno verbalizzato i fatti, ovvero, il rifiuto da parte dell’infermiera di sottoporsi al vaccino e il rifiuto dei medici di rilasciare alla stessa la dichiarazione riguardante l’efficacia del vaccino quale azione preventiva nei confronti dell’infezione.

A questo punto, se i medici non sono in grado di dichiarare l’azione preventiva del farmaco nei confronti dell’infezione, è lecito pensare che dovrebbero segnalare all’azienda sanitaria tale “anomalia”, perché, tale loro comportamento, protratto a vaccinare senza le su descritte garanzie, così come richiesto dall’infermiera coadiuvata dal suo avvocato, configurerebbero il loro comportamento nel reato di falso ideologico.

Ora, a seguito dei fatti di Bolzano su menzionati, le contraddizioni che emergono dal D.L. 44/2021 (clicca qui), che impone la vaccinazione obbligatoria agli operatori sanitari, è probabile che sfoci in manifestazioni di protesta fondate da parte di questi ultimi. L’altro problema che, contestualmente, sorge dall’entrata in vigore del D.L. nr 44/2021 e da quanto sopra raccontato, è quello per cui se verranno sospesi dal lavoro operatori sanitari che si rifiutano di vaccinarsi, si rischia di trovarsi con interi reparti ospedalieri senza personale, con conseguente obbligata chiusura dei medesimi. Quest’ultimo dato aggraverebbe ancora di più una situazione sanitaria nazionale già fortemente precaria.

Ad aumentare le incertezze e le perplessità dei cittadini, è quanto riportato in un’altra notizia di questi giorni apparsa in rete (clicca qui) e che fa riferimento all’annullamento da parte di Pfizer e Moderna degli studi sui vaccini, in quanto sembrerebbe impossibile conoscere la loro efficacia sul virus. In particolare alla pagina 93 del documento Pfizer (clicca qui) si legge che: “Entro 7 giorni da ogni vaccinazione, i potenziali sintomi di COVID-19 che si sovrappongono a specifici eventi sistemici (ad esempio febbre, brividi, dolori muscolari, diarrea, vomito) non dovrebbero innescare potenziali casi di COVID-19″. In sintesi, è come dire che se ti ammali dopo il vaccino non verrà considerato come caso Covid.

La confusione aumenta ma vogliono sottoporci ad una vaccinazione di massa coatta…

  • articolo di Massimo Catalucci 

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