Serie A. Sampdoria-Lazio 1-3. Vittoria dei biancocelesti con tre gol, tutti nel primo tempo. Ma nella ripresa…le solite amnesie

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Al Marassi si sono viste le due facce dell’attuale Lazio: Primo tempo, compatta, determinata con fluidità di gioco; nella ripresa, squadra schiacciata in difesa e intimorita.

– articolo di Massimo Catalucci

 

(Meridiananotizie) Genova, 6 dicembre 2021Ieri in un’unica gara abbiamo visto le due facce della squadra laziale, fortunatamente, quella negativa si è vista nel secondo tempo, con la Lazio che conduceva già per tre a zero alla fine della prima parte di gioco, per cui non si è rischiato di assistere ai tonfi di Napoli e Verona. Un grande primo tempo che, come avevamo pronosticato nell’articolo pre-gara, sbagliandoci solo riguardo Cataldi preferito a Leiva e che ha iniziato la partita dal primo minuto, ha visto l’ingresso in campo tra i titolari anche di Basic, Zaccagni, Strakosha, Marusic.

Due facce della stessa medaglia, dicevamo, quella della S.S. Lazio di ieri sera. Un primo tempo dove tutto funzionava a meraviglia, ogni passaggio andava a buon fine e gli scambi erano veloci e precisi. La determinazione e la corsa sostenevano il bel gioco dei biancocelesti. Grande prova di Zaccagni che, continuando così sarà difficile per Mister Sarri tenerlo fuori. Suoi gli assist dei primi due gol laziali, il primo di questi siglato da Milinkovic-Savic e il secondo dal solito Ciro Immobile che più tardi nella stessa gara segnava la sua seconda personale rete, facendolo salire in cima alla classifica dei marcatori della Serie A con 13 gol su 14 gare, in condominio con Dusan Vlahovic (Fiorentina) che di gare ne ha disputate 16.

Una Lazio tonica nel primo tempo e remissiva e smemorata, verrebbe da dire, nel secondo tempo con le solite amnesie che quest’anno ci ha abituati, purtroppo, ad assistere.

Eppure, la Lazio quando gioca da’ spettacolo e diverte, anche contro l’Udinese in casa giovedì scorso, seppur sotto di due gol alla fine della prima parte di gioco, nel secondo tempo è entrata in campo per ribaltare il risultato e c’era anche riuscita, passando dall’uno a tre al quattro a tre…purtroppo poi, riacciuffata al 7° minuto di recupero dopo il 90° da una palla inattiva su punizione dal limite dell’area.

Insomma, come dice Mister Sarri: “A volte sembra che abbiamo assimilato alcuni concetti che vengono smentiti la partita successiva. Non siamo ancora squadra nel vero senso della parola“.

Sono dei veri e propri corti circuiti quelli che, quest’anno, stanno accompagnando il cammino della Lazio in questa stagione calcistica. Corto circuito che coinvolge l’intero gruppo ed in alcuni casi i singoli giocatori, come ad esempio quello di Patric contro l’Udinese mentre la Lazio stava vincendo 4 a 3 e ieri, quando Milinkovic-Savic si è lasciato andare a delle proteste inutili (la Lazio era sullo 0 a 3 a circa mezz’ora dal termine della gara) che hanno prodotto il cartellino rosso per il serbo che salterà la prossima gara di campionato.

Un elogio per la gara di ieri va fatto anche a Strakosha che, tornato titolare in campionato, ha letteralmente, salvato il risultato grazie a tre interventi determinanti che hanno negato il gol ai ragazzi di Mister D’Aversa che nel secondo tempo, hanno schiacciato, complice le “amnesie” laziali, la squadra biancoceleste nella propria metà campo.

Purtroppo, ieri abbiamo anche dovuto assistere all’ennesima figuraccia di Muriqi che, ormai, è palese che si sente un pesce fuor d’acqua in questo contesto di gioco, dove anche il più semplice stop di un pallone, diventa la cosa più difficile da fare per il kosovaro. La sua mancanza di motivazione, necessaria almeno per impegnarsi nella corsa, si vede anche quando dovrebbe andare a pressare alto i difensori avversari…La cosa migliore a questo punto, per entrambe le parti, giocatore e società, sarebbe quella di trovare una soluzione già da gennaio prossimo…ma sappiamo essere cosa difficilissima, conoscendo il “modus operandi” dello staff del DS laziale.

Archiviata la gara di campionato contro la Sampdoria, si pensa ora all’Europa League, dove la Lazio tenterà di finire prima nel girone E. Ai biancocelesti servirà vincere per passare, direttamente, il turno agli ottavi di finale; altrimenti, con il pareggio o con la sconfitta, sarà costretta a passare il turno come seconda in classifica e accedere ai sedicesimi di finale.

Il passaggio agli ottavi sembra alla portata dei ragazzi di Mister Sarri ma…serve la Lazio del primo tempo vista a Genova e…senza amnesie!!!

Le dichiarazioni degli allenatori nel post-gara

D’Aversa“Il rammarico è per il primo tempo, di cui mi assumo tutte le responsabilità. Non è colpa dei ragazzi. Nel secondo tempo siamo entrati con dignità, peccato perché avremmo potuto riaprirla prima. Ma il primo tempo ha compromesso tutto. A differenze delle altre volte, siamo partiti bene. Ma se commetti determinati errori, le squadre superiori ti puniscono. Non punto il dito sul singolo. Dobbiamo ragionare sugli errori e gli aspetti positivi, pensiamo a venerdì. Ai ragazzi ho detto di tornare in campo e mostrare un po’ di dignità. Se rivedo i gol subiti, mi viene voglia di spaccare il televisore”.

Sotto l’aspetto fisico finiamo sempre in crescendo, ma dobbiamo ragionare su questa partita che oltre all’aspetto fisico va abbinato un aspetto mentale. Devi andare in campo con fame, determinazione. Questo non c’è stato nel primo tempo. Se poi nel secondo tempo avessimo avuto la bravura, non tanto la fortuna, di aprirla prima poteva finire in maniera diversa. Bisogna fare in modo che non accada più un primo tempo così“.

Il secondo gol è quello che ci ha tagliato le gambe. Ci sono alcune letture che andavano fatte diversamente. Ma non voglio parlare di situazioni singole. Avevamo cercato durante la preparazione della gara di cercare le ampiezze, ma nel primo tempo l’abbiamo fatto poco”.

Sarri – “I primi venti minuti della ripresa erano ben gestiti, venivamo da una partita giocato 68 ore prima e loro avevano un vantaggio perché avevano molte ore in più di recupero. La difficoltà soltanto è arrivata quando eravamo in inferiorità numerica. Sull’espulsione di Milinkovic mi sa che la pazienza l’ha persa l’arbitro, mi sembra una situazione di talmente facile gestione per un arbitro esperto che poteva non perdere la pazienza“.

Eravamo più ordinati, l’ordine ti facilita la fase difensiva. Siamo stati più ordinati di giovedì, anche giovedì comunque c’erano degli spunti ottimi come il secondo tempo, molto simile al primo di oggi. Ora ci sono risultati diversi rispetto al passato, tutte le squadre subiscono più gol rispetto a cinque anni fa“.

Siamo al punto che non ci alleniamo mai, il problema è quello. Gli allenamenti di linea se va bene ne facciamo uno al mese, questo lavoro ci salta e lavoriamo molto sui filmati. Siamo ancora nella fase dove facciamo una partita di questo tipo e una dove ci disuniamo. I tanti gol presi non sono da imputare soltanto alla linea difensiva. Non ci alleniamo mai, faccio il regista televisivo…“.

Il tabellino della gara

SAMPDORIA-LAZIO 1-3

MARCATORI: 7° Milinkovic-Savic, 16° e 37° Immobile, 89° Gabbiadini.

SAMPDORIA (4-4-2): Audero; Bereszynski (56° Yoshida), Ferrari (45° Dragusin), Chabot, Augello; Candreva, Thorsby, Ekdal, Verre (45° Adrien Silva); Gabbiadini, Quagliarella (45° Caputo).

A disposizione: Ravaglia, Falcone, Yepes, Murru, De Paoli, Askildsen, Trimboli.

Allenatore: D’Aversa.

LAZIO (4-3-3): Strakosha; Marusic, Luiz Felipe, Acerbi, Hysaj; Milinovic-Savic, Cataldi (63° Leiva), Basic; Zaccagni (77° Lazzari); Immobile (45° Luis Alberto), Pedro (63° Felipe Anderson).

A disposizione: Reina, Adamonis, Radu, Vavro, Akpa Akpro, Escalante, Moro, Muriqi.

Allenatore: Sarri.

ARBITRO: Fabbridi Ravenna.

ASSISTENTI: Carbone di Napoli e Di Vuoldi Castellammare di Stabia.

IV UOMO: Meraviglia di Pistoia.

VAR: Guidadi Torre Annunziata.

AVAR: Tegoni di Milano.

AMMONIZIONE: Candreva, Bereszynski, Quagliarella, Adrien Silva. ESPULSO: Milinkovic-Savic.

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