Serie A. Venezia-Lazio 1-3. Pedro e Acerbi si ripetono a distanza di una settimana e nel finale una perla del mago Luis Alberto, chiude la gara

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…unica nota dolente di una giornata positiva, la tensione tra i tifosi e Acerbi per il suo brutto gesto di domenica scorsa alla curva nord dopo il gol

– articolo di Massimo Catalucci

 

Venezia, 23 dicembre 2021 – Una buona Lazio, “orfana” di Immobile fermato dal Covid-19, oltre a un Luis Alberto a mezzo servizio (partito ieri dalla panchina), vince e convince contro un ostico Venezia che chiude il primo tempo sull’uno a uno, dopo che la Lazio per circa mezz’ora, era rimasta in vantaggio, sprecando qualche altra occasione per raddoppiare.

Sarri può essere soddisfatto, se non al cento per cento, almeno per aver chiuso l’anno 2021 con due vittorie di fila: in casa la scorsa settimana contro il Genoa e a Venezia ieri contro i “lagunari” e con lo stesso punteggio, 3-1 all’olimpico e 1-3 al Pier Luigi Penzo.

Sulla gara di ieri si è visto ancora una volta un grande “folletto” in mezzo al campo, un calciatore che dimostra, gara dopo gara, che non si è trovato per caso a “militare” in squadre di Club di alto livello internazionale e con le quali ha vinto tutto, sia nei campionati casalinghi che nelle coppe europee, così come è stato tra coloro che hanno determinato la vittoria Spagnola ai mondiale del 2010. Stiamo parlando proprio di lui, Pedro Eliezer Rodríguez Ledesma che anche ieri ha ipnotizzato gli avversari, saltati come birilli ed estasiato gli amanti del calcio, quello vero e professionistico di alta caratura, con un gol strabiliante. E con quello di ieri, fanno 7 gol in classifica marcatori per l’attaccante spagnolo di casa laziale.

Poi c’è lui, il mago del calcio, altra pedina importante per l’armata di Mister Sarri, Luis Alberto. Partito dalla panchina come la scorsa settimana (probabilmente, il tecnico biancoceleste ha capito che dopo 60/70 minuti di gioco il suo estro diventa devastante per gli avversari), il centrocampista di nazionalità spagnola è entrato ieri a 15 minuti dalla fine e con una giocata delle sue, dove prima imposta l’azione sulla fascia destra per Milinkovic-Savic mentre fa cenno al compagno di crossare la palla in area, dove nel frattempo lo spagnolo si era portato, ricevuta quest’ultima la stoppa di petto e a seguire, appena entrato in area avversaria, senza far toccare la palla a terra, la colpisce al volo di piede e la insacca sotto la traversa dell’estremo difensore Veneziano.

Fin qui tutto bello e tutto in sintonia con quegli equilibri che, faticosamente, quest’anno stentano ad arrivare ma che, tutto l’ambiente laziale si augura arrivino presto…già dal prossimo gennaio 2022.

Unica nota dolente, è il caso Acerbi che, è inutile ignorarlo, è presente e la tensione tra il giocatore e la tifoseria è tangibile e visibile a chiunque. Di certo questa situazione non giova alla S.S. Lazio e a tutto l’ambiente biancoceleste, perché sappiamo che molti malpensanti, schieratamente e palesemente, anti-Lazio a prescindere, sono pronti a cavalcare il malcontento, costruendoci su “film” destabilizzanti che alterano gli umori e gli aspetti psicoemotivi e fisici dei calciatori, facendo perdere a quest’ultimi la concentrazione giusta che in questo momento è fondamentale per risalire la china, visto il ritardo in campionato che i biancocelesti fanno registrare ad oggi.

Ieri Acerbi, è andato ancora in gol e avrebbe, certamente, potuto gettare acqua sul fuoco, dirigendosi dopo la rete sotto la tribuna occupata dai tifosi laziali…peccato, ha perso un’occasione per ricucire lo strappo che si è aperto tra lui ed i tifosi della curva. Questo, però, non deve essere l’alibi per continuare a creare opposizioni tra le parti. Chi ha più buon senso lo usi, se ama la S.S. Lazio!!!

E’ comprensibile anche se non condivisibile, per il tono con il quale è stato stilato il comunicato stampa della Curva Nord (clicca qui), che un certo risentimento ci fosse, dopo il brutto e irrispettoso gesto di Acerbi a seguito del suo gol contro il Genoa, rivolto ai tifosi. Quegli stessi tifosi cui lui ed altri suoi compagni devono riservare il rispetto che meritano, perché rappresentano lo zoccolo duro di una società storica come è la Lazio e che, con la pioggia, con la neve, con 45° sotto il sole e in ogni angolo del mondo, sono sempre in prima e pronti a seguire fedelmente la loro squadra del cuore per sorreggerla e incoraggiarla al di là dei risultati.

Ora è il momento di fare gruppo, di fare squadra.

E quando dico squadra, mi viene in mente l’armata del Maestro, Tommaso Maestrelli, dove tutti non erano amici gli uni degli altri; esistevano gruppetti divisi al di fuori del campo, all’interno della rosa biancoceleste degli anni ’70 del primo scudetto laziale; ma tutti quando entravano sul rettangolo di gioco, insieme ai propri tifosi, erano pronti a difendersi l’un l’altro contro l’avversario di turno; per i giocatori, rappresentato, dagli undici che avevano davanti e dai tifosi laziali, rappresentato dai sostenitori sugli spalti dell’altra squadra.

Ecco cosa dovrebbe accadere in questo momento: compattezza tra tifosi e giocatori e tra giocatori e giocatori, contestualmente a dirigenza e staff tecnico, nel corso delle gare. Poi, le critiche è giusto che ci siano quando sono contestuali a situazioni specifiche, come nel caso di Acerbi ma non dovrebbero superare un certo limite (da ambo le parti) per evitare, come suddetto, di diventare il pretesto per qualcuno per gettare benzina sul fuoco…e nei momenti difficili, sappiamo come le fiamme divampino alte in situazioni del genere.

E con l’augurio che tutto possa rientrare al più presto, ora è arrivato il momento di ricaricare le batterie e prepararsi al nuovo anno, magari con qualche colpo di mercato sia in uscita che in entrata (sarà difficile ma voglio essere ancora una volta ottimista): la politica del prestito con opzione di riscatto potrebbe essere una buona pratica, tra l’altro già adottata in passato dal Presidente Lotito, che permetterebbe di sfoltire la rosa di quei giocatori che rappresentano oramai una “zavorra” e rimpiazzarli con altri pronti subito per gli schemi di Mister Sarri.

Intanto, approfitto per augurare a tutti i lettori che seguono i miei articoli un Sereno Natale con i propri Cari e per chi non è di fede cristiana, Serene Feste, sempre in compagnia con gli affetti più importanti nella loro vita.

Le dichiarazioni degli allenatori nel post-gara

Zanetti“Siamo stati molto bravi a pareggiare la partita ma mi dà fastidio prendere gol su palla inattiva in quel modo, non ce lo possiamo permettere“.

Anche oggi ce la siamo giocata, ma la differenza di qualità ha fatto la differenza. Dobbiamo alzare il livello nei dettagli“.

“Dobbiamo pretendere il massimo da noi stessi. Se guardiamo il percorso nella sua totalità, c’è una buona classifica ma non siamo tranquilli. L’obiettivo della mentalità è stato raggiunto”.

Sarri“Soprattutto nel primo tempo è stata la squadra più vicina alle mie idee dall’inizio dell’anno. Ottimo palleggio e movimento senza palla, peccato aver finito il primo tempo in parità, poi per fortuna l’abbiamo messa a posto. L’aspetto positivo è che nelle ultime abbiamo preso solo 4 gol, la squadra sta trovando una certa solidità”.

“Bilancio? Ci sono partite in cui sembra di essere sulla strada giusta poi si fanno passi indietro. Negli ultimi tempi sembra che le regressioni siano meno, sembriamo sulla strada più giusta ora. Obiettivi? Abbiamo solo parlato di ricostruire e cercare di ringiovanire la rosa sapendo che sarebbe stato un anno non semplice. Non c’erano richieste particolari, non c’è stato pressing societario”.

“Se domani firmo il rinnovo? Non lo so, se mi arriva lo firmo. Devo sentire il mio avvocato ma i giorni prima della partita non parlo di queste cose”.

Il tabellino della gara

VENEZIA-LAZIO 1-3

VENEZIA (4-3-3): Romero; Ebuehi, Caldara, Ceccaroni, Mazzocchi; Ampadu (30° st Sigurdsson), Vacca (9° st Busio), Crnigoj (22° st Tessmann); Aramu, Forte (30° st Johnsen), Kiyine (9° st Okereke).

A disposizione: Maenpaa, Molinaro, Modolo,  Heymans, Svoboda, Peretz, Haps. 

Allenatore: Zanetti

LAZIO (4-3-3): Strakosha; Marusic, Luiz Felipe, Acerbi, Radu (29° st Lazzari); Milinkovic, Cataldi (22° st Leiva), Basic (29° st Luis Alberto); Pedro, Felipe Anderson (34° st Andrè Anderson), Zaccagni.

A disposizione: Reina, Furlanetto, Patric, Akpa Akpro, Moro, Muriqi, Romero.

Allenatore: Sarri

NOTE 

ARBITRO: Maresca

MARCATORI: 3° pt Pedro (L), 30° pt Forte (V), 3° st Acerbi (L), 50° st Luis Aberto (L)

Espulsi: al 46° st Tessmann (V).

Ammoniti: Aramu, Crnigoj, Ampadu, Caldara (V); Luiz Felipe, Pedro, Basic (L).

Recupero: 2′ pt, 4′ st.

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